Comune di Latina, la bellezza della nuova macrostruttura annaspa. Dopo un mese un’altra delibera

Rosa Iovinella, segretario e direttore generale del Comune di Latina

A distanza di un mese dalla riorganizzazione dei servizi comunali di Latina che hanno introdotto nuove entità, come “Sistemi informativi e semplificazione” e “Rigenerazione urbana, bellezza e beni comuni”, e ridistribuito secondo una nuova logica operativa il carico degli ambiti assegnati contestualmente a ciascun dirigente, la giunta di Latina Bene Comune fissa gli indirizzi per la formazione delle microstrutture.

In assenza di questa congiuntura, per un mese molti uffici sono entrati in confusione per effetto di mancati ordini di servizio al personale conformi alla nuova macrostruttura con l’impossibilità oggettiva di portare avanti pratiche senza il titolo di incarico. Ora l’esecutivo del sindaco con delibera numero 406, recante la data di ieri, ha fornito ai dirigenti le linee funzionali per l’organizzazione della microstruttura, Uoc (Unità operative complesse) e Uos (Unità organizzative semplici).

In particolare la giunta ha stabilito che le proposte presentate da ogni dirigente prima di essere adottate con relative determinazione dovranno essere concordate con il direttore generale, previa istruttoria, e presa d’atto della giunta comunale. “Alla proposta di microstrutture vanno allegati i seguenti documenti – si legge nell’allegato della delibera -:  elenco del personale assegnato; proposte eventuali di revisione delle linee funzionali; elenco procedimenti; mappatura servizi erogati all’interno e all’esterno, elenco stakeholders”. Tutto chiaro, quindi? Vedremo presto se i dirigenti del Comune sapranno attuare lo schema suggerito dalla giunta.

A noi qualche dubbio è sorto. Prima questione: a quale elenco di personale deve fare riferimento il dirigente per formare la microstruttura?

La risposta è semplice se il caso è semplice. Prendiamo ad esempio la Uoc trasporti, trasferita dal servizio Sviluppo economico al servizio Polizia Locale. Va da sé che il dirigente del primo non potrà fare più affidamento ai funzionari assegnati a quella Uoc che non gli appartiene più, di conseguenza sarà il dirigente del secondo servizio a prendere l’intero pacchetto e quindi ad indicare il personale assegnato ai Trasporti nel momento in cui presenterà la bozza di microstruttura al direttore generale Rosa Iovinella.

Facciamo un altro esempio, questa volta più complesso. La Uoc Patrimonio e demanio, comprendente anche l’ufficio espropri, esce dal vecchio servizio Gestione del territorio e va in tre direzioni diverse. Il patrimonio finisce al servizio Rigenerazione urbana e bellezza, il demanio (quello marittimo o tutto?) approda al servizio Ambiente, mentre gli espropri tornano indietro e si riposizionano nel servizio Gestione del territorio. Chi fa cosa e con chi?

Stupisce, ma non troppo, che le direttive impartite dalla giunta con la delibera 406 prevedano “proposte eventuali di revisione delle linee funzionali”. Bene, perché almeno se i conti non tornano e qualcuno lo fa notare si potrà correggere il tiro anche non piccole manovrine della nuova macrostruttura. Curioso, tuttavia, osservare che alla granitica e fulminea decisione, assunta subito dopo le dimissioni dell’assessore al personale Antonio Costanzo, di rimescolare le carte in pieno Solleone si contrapponga appena dopo un mese la previsione eventuale di una necessità di revisione. Si ha l’impressione che quando è stata pensata e adottata la nuova macrostruttura, un mese fa, non si avesse contezza delle articolazioni più periferiche. Del resto non si capisce perché continui a mancare la dotazione essenziale per la strutturazione di Uoc e Uos, ovvero il numero di uomini e donne a cui i dirigenti possano assegnare compiti in base alla nuova organizzazione.

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