Latina, mozione negata: dal Prefetto tutte le “accuse” a Colazingari

Matilde Celentano e Nicola Calandrini

Consiglieri comunali di Latina tre volte dal Prefetto in 14 mesi. Non ha precedenti, nel capoluogo pontino, l’andirivieni tra piazza del Popolo a piazza della Libertà. Almeno a memoria di consigliere. Questa volta l’incontro richiesto a Pierluigi Faloni è stato accordato ai capigruppo Matilde Celentano e Nicola Calandrini. Oggi il Prefetto di Latina ha ascoltato le loro ragioni, anticipate in una nota inviata a fine settembre che rappresentava le difficoltà degli esponenti dei gruppi Lista Calandrini e Fratelli d’Italia a svolgere il ruolo loro assegnato dall’esito delle elezioni comunali.

In particolare i consiglieri lamentavano la mancata ed esatta applicazione di regole e procedure previste dall’Ordinamento Statale e da norme regolamentari e statutarie del Comune di Latina ad opera del Presidente del Consiglio Comunale di Latina Massimiliano Colazingari in occasione della richiesta di inserimento all’ordine del giorno del Consiglio Comunale della mozione 20/2017. “Un atto questo che prevede che al Segretario Generale del Comune sia obbligatoriamente richiesto il parere di conformità sugli atti dell’amministrazione, cosa che oggi non avviene”, riferivano al Prefetto. Argomento oggi ripreso e sviscerato nella sede di piazza della Libertà.

Celentano e Calandrini hanno esposto il fatto, ovvero che Colazingari quella mozione non l’ha inserita all’ordine del giorno “cassandola” prima ancora di essere discussa e “dopo averla, arbitrariamente sottoposta ad un parere del dirigente del Servizio ‘Relazioni Istituzionali con la Città. Appalti e Contratti’, in questo modo ledendo manifestamente, i diritti dei consiglieri comunali proponenti e non consentendo al Consiglio – unico organo deputato – di decidere nel merito della vicenda”. Ma c’è di più. Colazingari, hanno spiegato i consiglieri di opposizione, si sarebbe munito anche di un altro parere, richiesto al diretto interessato, ovvero il segretario generale, nonché direttore generale e responsabile dell’anticorruzione, cioè Rosa Iovinella che invece avrebbe dovuto esprimere ben altro parere… quello di conformità sugli atti dell’amministrazione, obbligo quest’ultimo a cui sembra sfuggire. I consiglieri Celentano e Calandrini hanno ribadito al prefetto che Colazingari nel motivare il mancato inserimento all’ordine del giorno della mozione si sarebbe avvalso anche del parere del segretario generale, incappando in un notevole conflitto di interessi.

Calandrini aveva richiamato il segretario generale al compito d’ufficio, di esprimere il parere di conformità, in vista dell’approvazione della delibera di Consiglio comunale dell’8 agosto scorso relativa agli atti di costituzione dell’azienda speciale Abc per la gestione dei rifiuti di Latina. Ma gli atti erano stati approvati senza la firma del segretario generale. Calandrini aveva presentato sull’argomento una mozione ad hoc prima del Consiglio sull’Abc: era il 3 agosto e il Consiglio fu sospeso per il caldo eccessivo; “si era d’accordo – ebbe a dire Calandrini – che la mozione sarebbe stata rinviata e discussa in apertura del Consiglio dell’8 e invece Colazingari, dopo la pausa, la mise in discussione lo stesso nonostante la sua assenza e finì per essere bocciata. La nuova mozione avrebbe riaperto il dibattito sui compiti d’ufficio del segretario comunale, ma il presidente del Consiglio comunale – hanno lamentato Celentano e Calandrini – si è rivolto al diretto interessato.

La questione è ora ufficialmente al vaglio del Prefetto Faloni il quale potrebbe essere presto chiamato a fornire notizie utili al ministro dell’Interno Marco Minniti interrogato dal senatore Maurizio Gasparri sulla presunta opacità dell’amministrazione di Latina Bene Comune in cui si fa riferimento anche al ricorso al Prefetto da parte di consiglieri comunali a cui viene negato l’accesso agli atti e che lamentano la parzialità del presidente del Consiglio comunale. Il sindaco Damiano Coletta e la sua vice Paola Briganti nel corso di una conferenza stampa indetta sull’argomento avevano respinto ogni addebito dichiarando che alcun diniego sarebbe stato mai opposto ai consiglieri. “Le denunce dell’opposizione sul mancato accesso agli atti, ovvero sui ritardi del segretario generale, sono state più volte riportate dalla stampa locale e non possono essere smentite semplicemente voltandosi dall’altra parte”, aveva però subito replicato Gasparri, aggiungendo: “Così come non può essere smentito il fatto che più volte le opposizioni si siano rivolte al Prefetto lamentando un comportando parziale da parte del Presidente del Consiglio Comunale”.

In quanto a Colazingari si segnala un’inversione di tendenza: nell’ultimo Consiglio comunale, quello del 18 ottobre scorso, non ha mai tolto la parola ai consiglieri di opposizione né per sforamento di tempo né per argomento non pertinente all’ordine del giorno, cosa che invece era piuttosto usuale nelle precedenti assisi civiche. Chissà se la nota inviata al Prefetto da Lista Calandrini e FdI o l’interrogazione di Gasparri o tutte e due c’entrino qualcosa con il nuovo corso della presidenza del Consiglio comunale di Latina?

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