Centro di Alta diagnostica a Latina, Ciolfi: la rimodulazione del progetto è migliorativa

Maria Grazia Ciolfi

“Con la rimodulazione del progetto non si sta andando in alcun modo a ledere né inficiare l’accordo di programma iniziale, ossia realizzare un centro di alta diagnostica nella città di Latina: l’impegno economico della Fondazione resta inalterato, analogamente l’impegno del Comune e soprattutto le finalità del progetto sono le medesime, scientifica e sociale, mirate alla diagnosi, alla cura  ed alla ricerca in ambito medico sanitario ed al perseguimento del diritto alla salute dei cittadini”. Maria Grazia Ciolfi, medico radiologo e consigliere comunale di Latina Bene Comune, entra nel merito della rimodulazione del progetto di Centro di alta diagnostica proposta dalla Fondazione Roma difendendola e valorizzandola, anche sulla base del parere fornito dal professor Roberto Grassi, presidente eletto della Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM), “vale a dire la più importante società di Radiologia del paese, deputata tra l’altro alla definizione delle linee guida da seguire nei protocolli applicativi della diagnostica per immagini, relativamente ad ogni metodica dall’ecografia, alla TC alla RM”.

Per la dottoressa Ciolfi “immodificate restano anche le modalità di gestione del centro definite nell’accordo di programma, ossia l’erogazione delle prestazioni solo in favore di enti sanitari, e mai in favore di privati”. “Quindi cari cittadini – afferma la consigliera -, nulla cambia nella sostanza nella realizzazione di questo progetto, se non la sua rimodulazione in senso migliorativo, come ampiamente dimostrato dall’autorevole parere fornito dal professor Grassi”.

“La necessità di rimodulare il progetto – spiega in una nota stampa sull’argomento – nasce unicamente dall’esigenza di attualizzare un progetto ormai inadeguato, poiché pensato nell’ottica delle conoscenze tecnico-scientifiche di ben 6 anni fa. Nessuno mette in dubbio che allora fosse un ottimo progetto, la tecnica ibrida  PET/RM era da poco stata presentata al mondo scientifico e grandi speranze erano state riposte in essa. Tuttavia nel corso di questi 6 anni, questa tecnica non ha avuto grande sviluppo e lo attestano il numero esiguo di apparecchiature diffuse in tutto il mondo fino ad oggi, non è stata definita alcuna indicazione clinica al suo utilizzo in percorsi diagnostici routinari, né nelle patologie oncologiche, né in quelle neurologiche o cardiovascolari, vale a dire che non esiste alcuna patologia che per la sua diagnosi o il suo follow-up richieda l’esame PET/RM, mentre le apparecchiature  PET/TC che trovano ampia diffusione sul territorio, presente anche nel nostro Ospedale Goretti, assolvono appieno a questo ruolo. A differenza la RM è una diagnostica che trova indicazioni cliniche e scientifiche consolidate in tutte le patologie, ed in particolare le indagini eseguite con la RM 3T trovano indicazioni in campo sia neurologico nelle malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer, il Parkinson, nella sclerosi multipla, sia in malattie cardiovascolari ed oncologiche, codificate da linee guida di società scientifiche nazionali ed internazionali. Anche da un punto di vista sociale la nuova apparecchiaura RM Prisma -recita il parere del prof. Grassi- consente una maggiore fruibilità da parte della utenza locale rispetto a quanto possibile con una macchina ibrida PET/RM. La Fondazione ha proposto altresì l’aggiornamento della TC multistrato a doppia energia ((Somatom Definition FORCE) del protocollo iniziale , con una tecnologia più performante non ancora esistente ai tempi della stipula dell’accordo. Nella ricerca tecnologica ed in particolare in quella scientifica, 6 anni sono un lasso di tempo enorme, nel corso del quale possono radicalmente cambiare ed evolversi gli scenari tecnico scientifici ed oggi, non adeguarsi e non attualizzare questo progetto, andrebbe a costituire un vero e proprio danno nei confronti del diritto alla salute dei nostri cittadini e verso il nostro territorio”.

“Per le suddette ragioni – si legge nella nota di Ciolfi – non comprendo le dichiarazioni dell’opposizione e della Provincia, non comprendo le motivazioni che dovrebbero portare a rifiutare una rimodulazione in senso migliorativo del progetto iniziale , non esiste alcuna ragione  per cui il parere del professor Grassi, arrivato a 3 mesi dal Consiglio, risulti tardivo o addirittura inutile, piuttosto è più che mai attuale ed allo stesso tempo autorevole e focalizza in pieno la differenza tra le due apparecchiature dichiarando la netta superiorità della RM Prisma 3 T, sia nel campo della diagnostica clinica che nella ricerca scientifica, consentendo a Latina, nel rispetto dell’accordo iniziale, di proiettarsi, attraverso l’accesso al Network IDEA, una piattaforma internazionale di ricerca e sviluppo della tecnologia RM, tra i centri di eccellenza Europei”.

“C’è da chiedersi invece – attacca la consigliera di Latina Bene Comune – perché a 6 anni dall’inizio, il progetto non sia ancora arrivato a conclusione, quali gli errori della vecchia politica che non hanno consentito la sua realizzazione fino ad ora e  perché sia stato trasferito al di fuori dall’Ospedale Santa Maria Goretti sede iniziale del progetto, passaggio questo, a mio giudizio il vero vulnus di tutta la lunga storia del centro di alta diagnostica. Nel merito  più strettamente politico posso affermare con soddisfazione che questa amministrazione ha posto in essere tutti i passaggi procedurali, gli atti istituzionali necessari a riprendere il progetto e a portarlo a termine, perseguendo solo ed unicamente gli interessi dei cittadini e del territorio di questa Provincia, proprio attraverso la rimodulazione migliorativa dello stesso”.

“Privare la città di Latina e la Provincia tutta di tale opportunità sarebbe a mio giudizio un atto grave e chi dovesse mantenere tale convinzione dovrà fornirne le motivazioni concrete ed assumersene la responsabilità . L’auspicio è  che tutte le forze politiche agiscano sinergicamente a tale scopo, che le energie dei cittadini e delle associazioni che hanno manifestato grande interesse a sostenere questa giusta causa non si disperdano verso obiettivi divisivi e portatori di interessi personali , ma che restino uniti per raggiungere il massimo obiettivo realizzabile nell’interesse della comunità. I punti da cui non si prescinderà sono l’elevato livello scientifico ed il rispetto dell’impegno sociale: vogliamo che venga garantito un elevato impatto sociale sul territorio e al tempo stesso che Latina con la sua Università e con l’Ospedale Santa Maria Goretti diventi centro di studi e di riferimento medico scientifico a livello internazionale”.

L’argomento tornerà in Consiglio comunale il prossimo 30 novembre alle 9.30.

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