“Don Pasquale” non andrà a Teatro, il Comune di Latina nega al Campus l’autorizzazione all’uso del D’Annunzio

Il teatro di Latina

L’uso del teatro di Latina, tuttora carente della certificazione antincendio come confermato ieri dall’assessore ai Lavori pubblici Emilio Ranieri, viene autorizzato dal sindaco in via derogativa. Ne testimonia l’ultimo atto a firma congiunta del primo cittadino Damiano Coletta e del dirigente del Servizio manutenzione, l’architetto Paolo Ferraro, recante la data 6 febbraio 2018 in favore di tre spettacoli in calendario, due dei quali già svolti il 7 e l’8 e uno in programma per domani, 10 febbraio. Ma l’opera buffa di Donizetti, programmata dallo scorso novembre per domenica 18 febbraio, con la regia di Dario Ciotoli, dovrà essere rinviata. L’annuncio è della  Fondazione Campus Internazionale di Musica, diffuso attraverso una nota stampa.

“Nel momento in cui scriviamo – si legge nel comunicato – il Campus non ha ricevuto conferma di sedi alternative al D’Annunzio, per il quale  il 7 febbraio ultimo scorso (il giorno successivo all’ultima autorizzazione rilasciata, ndr) il Servizio Cultura del Comune di Latina ha negato l’autorizzazione non essendo ancora acquisite le certificazioni e i pareri occorrenti per il funzionamento del Teatro”.

“La cosa può suonare paradossale – recita la nota stampa – con la Stagione di prosa in corso (domani è in programma il concerto inaugurale) e dopo aver ricevuto anche assicurazioni verbali. Tuttavia, non ci sarà spettacolo per quasi duemila studenti (erano previste anche quattro matinées dal 14 al 17 febbraio)  e per chi ha prenotato per la pomeridiana di domenica 18. Non è possibile al momento comunicare una nuova data per il  ‘Don Pasquale'”.

Una comunicazione pacata quella del Campus, nonostante abbia già subito un patema d’animo a fine dicembre 2017. A lavori non del tutto terminati relativi alla messa in sicurezza del D’annunzio, l’amministrazione un paio di settimane prima annunciò che il sipario si sarebbe rialzato con il concerto di Capodanno a cura della Fondazione internazionale di musica. Ma, constata la mancata certificazione, il sindaco firmò un’ordinanza nelle more del completamento dell’iter autorizzativo in forza dell’articolo 54 del Tuel, poi revocata per intervento della Prefettura che non aveva ravvisato l’applicabilità di tale disposizione. Il concerto fu quindi autorizzato con un diverso atto, sempre a firma del sindaco. Ora non è ben chiaro per quale ragione il primo cittadino il 6 febbraio 2018 abbia concesso identica autorizzazione agli spettacoli del 7, 8 e 10 febbraio mentre il 7 febbraio 2018 il Servizio Cultura del Comune negava l’autorizzazione al Campus. Due pesi per due misure? O c’è dell’altro?

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