L’Europa e (forse) Latina verso il wifi pubblico, l’interrogazione di Coluzzi

Matteo Coluzzi

I Comuni italiani, come tutti quelli dell’Unione Europea, sono chiamati a registrarsi sul portale WiFi4EU per avere la possibilità di accedere ai finanziamenti dell’Unione Europea dedicati allo sviluppo delle reti Wi-Fi pubbliche. Si parla di buoni del valore complessivo di 15.000 euro “per installare punti di accesso WiFi in spazi pubblici tra cui biblioteche, musei, parchi pubblici e piazze”. Con questa notizia diffusa da www.tomshw.it che cita quale fonte il portale europeo, il consigliere comunale di Latina Matteo Coluzzi si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Il giovane esponente politico, che è anche coordinatore dell’associazione “Generazione per Latina”, ricorda attraverso un comunicato stampa la fine ingloriosa della sua prima mozione presentata a pochi mesi dall’insediamento del Consiglio comunale eletto nel’estate 2016. La mozione promuoveva l’istallazione di un Wifi pubblico nei luoghi di interesse della città. L’iniziativa fu respinta perché “secondo Lbc ‘il Wifi fa male alla salute'”, torna a precisare Coluzzi.Argomentazione capziosa – aggiunge – senza riscontri pratici, dato che il Comitato scientifico sui rischi sanitari emergenti della Commissione Ue (Scenihr, pubblicazione del 20 gennaio 2015 ),l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità ) e l’Istituto Superiore di Sanità affermano che non ci sono evidenze scientifiche di danni alla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza generati dai sistemi WiFi e che i livelli di esposizione sono molto inferiori ai limiti di esposizione raccomandati a livello internazionale e a quelli in vigore in Italia. Il segnale Wi-Fi viene insomma a far parte di quel normale inquinamento elettromagnetico di fondo che è generato, ad esempio, dai segnali radio e Tv”.

E ora che il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva un nuovo programma comunitario per la creazione di connessioni internet Wifi gratuite e senza condizioni discriminatorie, i cui fondi saranno utilizzati in maniera “geograficamente equilibrata” in più di 6000 comunità in tutti gli Stati membri e sulla base dell’ordine di arrivo delle richieste (finanziando connessioni wireless gratuite nei centri pubblici, compresi gli spazi esterni accessibili al grande pubblico come biblioteche, amministrazioni pubbliche, ospedali, ecc.), Coluzzi ha depositato un’interrogazione.

La posizione di Latina Bene Comune assunta il 28 settembre 2016 in occasione della mozione di Coluzzi, per lo stesso consigliere è “in completa antitesi rispetto alla consapevolezza che l’esistenza di una rete senza fili nei maggiori luoghi di incontro pubblici, all’aperto o al chiuso rappresenta un incentivo fondamentale per la diffusione della cultura digitale, imprescindibile per una città che guarda al futuro e scommette sul rinnovamento del suo tessuto economico e culturale”. “Per fortuna questa necessità – attacca – non è sfuggita alla Comunità Europea che, con il Regolamento (UE) 2017/1953 del 25 ottobre 2017, ha approvato il nuovo programma. Per questo motivo è stata presentata a firma del sottoscritto un’interrogazione in merito alle azioni amministrative poste in atto da questa maggioranza, relativamente al tema del Wifi Pubblico, in risposta a quello che è l’indirizzo espresso dalla Comunità Europea oltre che relativamente agli adempimenti preliminari finalizzati alla partecipazione del Comune di Latina al suddetto programma comunitario. Questa opportunità non è sfuggita alla Comunità Europea – conclude -, speriamo che questa volta non sfugga anche ad una maggioranza fino ad oggi inconsistente ed incapace di raccogliere la sfida di rendere Latina città dinamica e contemporanea”.

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