Assunzioni al Comune di Latina, l’affondo di Zuliani: la legge è chiara e impone la mobilità, dietro una modalità opaca può annidarsi il clientelismo

Nicoletta Zuliani

Dopo la commissione Affari istituzionali del Comune di Latina che si è tenuta ieri, durante la quale la consigliera Nicoletta Zuliani ha chiesto lumi sulle assunzioni effettuate attingendo direttamente alle graduatorie di altri enti – modalità a suo dire illegittima – torna sull’argomento. A spingere l’esponente di opposizione ad un nuovo intervento sull’argomento è stata la risposta dell’amministrazione comunale diffusa a mezzo stampa dopo che l’assessore con delega al personale, il vice sindaco Paola Briganti, aveva detto in commissione che sulla questione avrebbe fornito i chiarimenti richiesti il dirigente del servizio risorse umane. Nella nota del Comune una dettagliata versione, con tanto di citazioni normative e giurisprudenziali, a sostegno delle procedure adottate (leggere qui).

Con altrettanta puntualità oggi la consigliera Zuliani si è vista costretta a replicare sulla base della seguente osservazione: “La ratio della legge, che indica la mobilità per la copertura di posti vacanti, è considerare tutta la Pubblica Amministrazione come un unico grande ufficio all’interno del quale il personale può muoversi senza rappresentare un aggravio di costo per la Pubblica amministrazione; le graduatorie sono invece da intendersi come nuove assunzioni. Ecco perché la legge impone di usare la mobilità prima delle assunzioni usando graduatorie di altri Comuni: i dipendenti in mobilità sono già stipendiati dallo Stato. La legge è chiara e anche le circolari della Funzione Pubblica lo affermano come pure chiarissimi e recenti pareri Anci: prima si passa per la mobilità obbligatoria, poi
volontaria, poi si utilizzano graduatorie di altri Enti previo criterio stabilito nel proprio
Regolamento, e poi si stipula una Convenzione con l’Ente scelto”.

Non le manda a dire Zuliani quando afferma che “si sta agendo con modalità illegittime, in modo approssimativo”. “Le illazioni sono alimentate dal modo opaco in cui viene gestita la questione: il Comune non ha esperito le procedure di mobilità per categorie C e D, non ha un Regolamento dove vengono individuati i criteri di scelta per attingere personale da altre graduatorie, né abbiamo attivato Convenzioni”, scrive la consigliera dem in una dettagliata nota. E attacca: “Non sappiamo se la fretta o qualche altra ragione stiano generando quest’approssimazione: sappiamo però che in queste crepe può annidarsi il clientelismo.
L’amministrazione dimostri maggiore responsabilità in coerenza con le indicazioni del
Dipartimento della Pubblica Amministrazione, e maggiore trasparenza delle scelte adottate
in un ambito, quello delle assunzioni, che in politica purtroppo può significare arbitrio e
secondi fini. Latina Bene Comune non si arrocchi dietro motivazioni deboli e oppugnabili: abbia il coraggio di scegliere un percorso chiaro e trasparente”.

Entra nel merito la consigliera replicando alla “prolissa spiegazione dell’Amministrazione rispetto alla ‘questione personale’ che riporta errori e sostiene una tesi già affrontata e chiarita da varie sentenze”. Di seguito la versione “tecnica” offerta dall’esponente del Partito democratico.

REFUSO o ERRORE VOLUTO?
Si cita la sentenza del Consiglio di Stato Sez.V 3677 del 23/8/2017 a sostegno della tesi
della non obbligatorietà della procedura di mobilità sullo scorrimento della graduatoria.
Si potrebbe credere “beh, è la più recente e quindi vale questa!”
Niente affatto!! L’anno riportato è SBAGLIATO. Quella sentenza è del 2016 ed è stata
ampiamente superata dalla Sentenza Cassazione Lavoro n. 12559/2017 che chiude
definitivamente il discorso precisando non solo che la mobilità volontaria rappresenta un
obbligo per la pubblica amministrazione, pena la nullità in caso di decisione diversa, ma
che la competenza sia del giudice ordinario a fronte dell’assenza della discrezionalità della
scelta.
Tra l’altro quella sentenza è citata costantemente nella giurisprudenza a sostegno della tesi
che la mobilità è prioritaria all’utilizzo della graduatoria per gli sviluppi successivi che tale
sentenza ha prodotto. La fattispecie, tra l’altro, è ben diversa del nostro caso.
http://www.dirittoegiustizia.it/allegati/16/0000074568/
Consiglio_di_Stato_sez_V_sentenza_n_3677_16_depositata_il_23_agosto.html.
RIFERIMENTI DEBOLI ed ERRATI
I Magistrati Contabili della Lombardia con Del.328/2017 si riferiscono ad una graduatoria
a seguito di concorso dell’ente in questione il cui vincitore ha rinunciato durante l’anno di
prova. Si dice giustamente che a copertura di quel preciso ruolo messo a concorso bisogna
scorrere quella graduatoria. Citare questa delibera è una palese forzatura.
Nelle sentenze che l’Amministrazione porta a supporto della propria tesi si fa unicamente
riferimento a graduatorie di concorsi indetti dall’Ente stesso e non già a graduatorie di
altri Enti, come invece è il nostro caso. Ne consegue che le argomentazioni non sono
calzanti e facilmente opponibili da chi ne volesse impugnare gli atti, ponendo l’Ente in una
posizione di debolezza.
http://www.upel.va.it/wp-content/uploads/E-nullo-lo-scorrimento.pdf
SERVE PIU’ TRASPARENZA
Noi non abbiamo graduatorie aperte per le quali abbiamo l’obbligo di esaurimento, come
quella degli educatori ad esempio, che stiamo effettivamente utilizzando. Stiamo invece
andando ad attingere a quelle di altri Enti nei confronti dei quali non abbiamo alcun
obbligo. L’unico obbligo è quello della trasparenza dei criteri di scelta, criteri che non sono
affatto esplicitati nelle determine di assunzione. Si può sapere qual è questo criterio? Lo
abbiamo citato in qualche regolamento? Perché non se ne trova traccia nella narrativa delle
determine di assunzione?
MOBILITA’ a “CORRENTE ALTERNATA”
Il Comune in alcuni casi usa la mobilità (alcuni farmacisti, alcuni dirigenti, alcuni vigili
urbani) in altri casi no. Perché? Le motivazioni e la scelta di una modalità di assunzione
devono essere coerenti, chiare, esplicite e motivate. Tutti questi elementi chiediamo
maggiore coerenza ed esplicitazione negli atti. E poi, perché non vengono mai rispettati i
tempi richiesti dagli art.34 e 34-bis? Nel nostro caso vengono applicati sempre e solo
parzialmente.
GRADUATORIE di altri COMUNI
La legge prevede che venga stipulata una convenzione con il Comune dalle cui graduatorie
vengono attinti i nuovi dipendenti. Si possono considerare tali anche lo scambio si email
tra Enti. Perché non siamo uniformi nell’applicare la legge? Con il Comune di Paliano
abbiamo una convenzione, con tutti gli altri no. Perché non usiamo una modalità unica e
coerente? Perché non viene citato nulla di tutto questo nelle determine?
Dovremmo anche avere un Regolamento per la mobilità e per l’utilizzo delle graduatorie di
altri comuni: perché non viene fatto? Fa più comodo non averlo?
Lo stesso comune di Sezze, nonostante la sua graduatoria di idonei alla quale
noi attingiamo, ha pubblicato avviso di mobilità ex art 30 per un funzionario
amministrativo prima di attingere alla sua stessa graduatoria, richiamando la
obbligatorietà ai sensi di quella sentenza cassazione lavoro (Determina n.50. del
6 febbraio 2018).

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