Discariche ad Aprilia, la Paguro dichiara guerra a Ecosicura: presentate le osservazioni al progetto

L’hanno chiamato deposito residui innocui, in realtà trattasi di discarica per rifiuti non pericolosi. La precisazione tesa a sottolineare la denominazione “fuorviante” da il “la” ad una sfilza di osservazioni che la società Paguro srl ha presentato contro il progetto della Ecosicura, in corso di valutazione da parte della Regione Lazio, per una maxi struttura da realizzarsi in località Colli del Sole alle porte di Aprilia.

Il documento è stato indirizzato alla Provincia di Latina, al Comune di Aprilia e ai Comuni limitrofi, al Ministero dei Beni e delle attività culturali e relative Soprintendenze, alla Asl, all’Arpa, alle associazioni ambientaliste e ai comitati di quartiere interessati, a consiglieri comunali e provinciali, agli osservatori sui rifiuti, all’Anac e per conoscenza alla Procura della Repubblica, ai carabinieri forestali del Nipaf, ai carabinieri del Noe e alla Corte dei conti. Dodici pagine fitte di osservazioni al termine delle quali la Paguro precisa che nel proseguo del procedimento, ivi inclusa la conferenza dei servizi per la quale chiede di essere invitata ai sensi di legge, si riserva di formulare altre eventuali criticità in merito alla proposta progettuale di Ecosicura.

L’interesse di Paguro è noto ed evidente e lo palesa nelle premesse, ricordando ai destinatari del documento di aver presentato a luglio 2016 un progetto di discarica di rifiuti non pericolosi derivanti dal trattamento biologico meccanico dei rifiuti urbani non ottenendo la necessaria autorizzazione e che il progetto di Ecosicura, presentato a dicembre 2017, si pone per molteplici aspetti in concorrenza.

Paguro evidenzia che l’impianto Ecosicura “non risulta previsto dalla vigente pianificazione (Piano regionale dei rifiuti, ndr)”, stesso rilievo mosso al progetto di discarica della Paguro. Lo stesso dicasi in merito al contrasto con il Piano provinciale e per le distanze minime dagli insediamenti. “La casa isolata più prossima – si legge in un passaggio delle osservazioni della Paguro – si trova a circa 300 metri, la prima abitazione del centro abitato Colli del Sole a circa 480 metri, il primo manufatto non residenziale si trova a 390 metri (fattore di attenzione progettuale). Si rammenta che nel caso del progetto della scrivente società ciò è stato considerato di per sé ostativo”.

La società Paguro solleva eccezioni anche di natura urbanistica. L’area indicata per la realizzazione del progetto Ecosicura “ricade all’interno di un’area classificata come ‘paesaggio agrario di rilevante valore’ ove sono vietati nuovi insediamenti”. “Dall’analisi del progetto emerge come parte dell’intervento – si legge nelle osservazioni –  ricada all’interno delle fasce di rispetto di due corsi d’acqua. Questo appare in contrasto con quanto previsto dalle norme tecniche attuative del Ptpr che prescrive che i corsi d’acqua e le relative fasce di rispetto debbano essere mantenuti integri e inedificati… La sussistenza di un paesaggio agrario di rilevante valore è stata considerata motivo ostativo nel caso del progetto presentato dalla scrivente società. Per qualsiasi intervento nelle suddette aree vincolate, comunque, sarà necessaria la preventiva autorizzazione paesaggistica, diversamente da quanto indicato dal proponente all’istanza di Via”.

Insomma, per Paguro se non è andato bene il suo progetto di discarica non va bene neanche quello di Ecosicura contro il quale schiera l’artiglieria pesante sollevando una serie di criticità progettuali. “Non è presente alcun piano o valutazione circa la gestione delle terre o rocce da scavo”, segnala ad esempio Paguro. Curioso notare che al capitolo “carenze progettuali”, tra le osservazioni, viene inserito D.R.In. Un acronimo sconosciuto ai più, ma non a Paguro che scrive che “risulta fare capo al gruppo Cerroni”. “Tale modello di utilità (D.R.In, ndr) si sostiene essere legato ad un innovativo sistema di impermeabilizzazione che garantirebbe maggiori sicurezze rispetto al pacchetto standard previsto dal decreto legislativo 36/2003… ma quanto consta l’unica variazione rispetto alla stratificazione del pacchetto standard di impermeabilizzazione del fondo sarebbe costituita dall’inserimento di un materassino bentonitico tra argilla e telo in Hdpe. La soluzione proposta quindi non sarebbe né originale né innovativa”, osserva Paguro.

Un dettaglio che scoperchia il già paventato collegamento tra Ecosicura e il gruppo Cerroni tornato nelle cronache pontine il 26 marzo scorso in occasione dell’asta fallimentare della Latina Ambiente. Attraverso la società Systema Ambiente, il Gruppo Cerroni ha scippato di mano l’offerta già presentata da Paguro per l’acquisizione del 51% della Ecoambiente, società titolare della discarica di Borgo Montello. Ad oggi non è ancora dato sapere se l’offerta di Systema Ambiente, che ha esercitato il diritto di prelazione della EcoLatina Impianti, sia giunta ad aggiudicazione definitiva. “Solo in Italia – aveva dichiarato nei giorni scorsi l’imprenditore Fabio Altissimi della Rida Ambiente, riconducibile a Paguro – è possibile azionare il diritto di prelazione con un’interdittiva antimafia”.

“Il progetto di Ecosicura – commenta oggi Altissimi, patron di Rida Ambiente, società controllante la Paguro – fa acqua da tutte le parti. Come soggetti interessati abbiamo fornito una serie dettagliata di osservazioni che ci auguriamo verranno prese in considerazione da chi dovrà vagliare il progetto e magari possano fornire un sostegno anche ai tanti cittadini che stanno cercando, nel silenzio generale di politica locale e regionale, di capire meglio che cosa potrebbe sorgere a pochi passi dalle loro abitazioni”.

La Paguro tra le sue osservazione segnala ombre anche sul piano finanziario presentato dalla Ecosicura. Nel progetto è indicata una sola tariffa di accesso, valevole però solo per il comune di appartenenza, ossia Aprilia. “Ma il Comune per legge – scrive la Paguro – non può conferirvi né il rifiuto urbano indifferenziato né quello differenziato senza trattamento. Nessuna indicazione è fornita per tutti gli altri eventuali conferitori sicché non si comprende se per questi ultimi il corrispettivo sarà fuori tariffa e determinato discrezionalmente dal gestore”.

“Ecoambiente è nelle mani del gruppo Cerroni, le interdittive antimafia sembrano non contare”

 

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