A Latina un’economia da guerra, la senatrice Pacifico attacca il sindaco Coletta. E sull’accoglienza dubbi e sospetti a cinque stelle

Marinella Pacifico

Non solo Maurizio Gasparri. Questa volta a bacchettare il sindaco di Latina è la senatrice pontina del Movimento Cinque Stelle Marinella Pacifico, membro della terza commissione permanente – Affari esteri, emigrazione di Palazzo Madama che sferra al primo cittadino Damiano Coletta un affondo sul contesto economico e sociale del capoluogo. Parla di un’economia di guerra e snocciola dati, offrendo una lettura… a cinque stelle.

“Quanti anni ancora dovranno passare per sentire il sindaco di Latina relazionare sulle cose fatte e quelle promesse, ma mai mantenute? Quanti anni ancora dovranno passare per assumersi la responsabilità di dire ‘non è colpa di chi mi ha preceduto?’”. Pacifico apre così il tema, attraverso un comunicato stampa.

“Ci avviamo a concludere il terzo anno di mandato di questa consiliatura con dati economici, del lavoro, politici e sociali da economia di guerra – si legge nella nota-. Purtroppo per il sindaco, i dati sono inconfutabili e non basta il colonialismo mentale per pensare di stravolgerli. La fotografia della città ci dice che il tasso di disoccupazione viaggia intorno al 16-18% (la Grecia, maglia nera ha il 21.7%, la seconda maglia nera, la Spagna intorno al 18%). La media nazionale di disoccupazione giovanile si aggira intorno al 32% e Latina ha anche qui un triste primato con il suo poco invidiabile 44% di giovani disoccupati. In questi 3 anni a nulla è servito l’oscurantismo economico proposto da questa giunta. Come non si può non sottolineare l’ultimo dato fornito dai gestori di imprese balneari: -40% di turisti sulla nostra costa. E’ quasi imbarazzante ricordare come una squadra di governo della città, non riesca a partecipare a bandi regionali che avrebbero potuto portare risorse e lavoro per i giovani. Mi risparmio il confronto con un comune della provincia cento volte più piccolo per numero di abitanti, che nei bandi regionali si prodiga per i propri cittadini”. Una polemica quest’ultima sollevata ieri dal consigliere di opposizione Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli d’Italia.

Però, in quello che finora è apparsa un’asimmetria informativa, si scopre che un segno + appare – arriva al dunque la senatrice: +3,8 % di immigrati nel 2017 (nel Lazio 2,3%), nonostante gli occupati diminuiscano ed i poveri aumentino. Encomiabile l’attenzione rivolta agli ultimi del mondo, anche se a volte stucchevole è forse interessata (azzarda, ndr). Sorvoliamo sulla proposta del primo cittadino che qualche giorno fa, spinto da fame di giustizia, si proponeva disponibile ad accogliere a Latina i 177 migranti della nave Diciotti, paventando risorse cittadine superiori a quelle della Cei, che infatti ne ha accolti 100. Ma torniamo alla freddezza dei numeri e ad un’anomalia tutta latinense: nelle 486 strutture del Lazio sono ospitati 9.489 migranti richiedenti asilo o in procinto di farlo. 1.971 sono stati accolti nelle 107 strutture pontine”.

Analizzando più profondamente il dato, si scopre che la proporzione immigrati/strutture ricettive a Latina, appare essere il più basso del Lazio, ovvero poche strutture ricevono molti ospiti stranieri, sembra quasi una sorta di monopolio dell’accoglienza. Va da sé che chiederemo conferma alla Prefettura ed al Ministero dell’interno di questi dati. Ulteriore preoccupazione desta l’immissione sul lavoro di una massa di ‘senza diritti’, soprattutto nell’edilizia e nell’agricoltura, che genera sul territorio anche un’inflazione salariale condannandoci a passare dalla ‘globalizzazione’ alla ‘glebalizzazione’”, conclude la parlamentare pontina.

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