Bio-metano a Latina Scalo, l’Aeronautica Militare: i rifiuti attirano gli uccelli, pericolosi per la navigazione. Ma è ok dall’Enac

L'ingresso dell'aeroporto militare di Latina

Neanche l’Aeronautica Militare riesce a bloccare Recall? Un altro via libera alla realizzazione a Latina Scalo dell’impianto di digestione anaerobica di rifiuti organici per la produzione di bio-metano è invece arrivato dall’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, che ha rilasciato il proprio nulla osta al progetto a patto che la società di gestione si faccia carico di monitorare quotidianamente la presenza di avifauna, e qualora questa risultasse numerosa di allertare tempestivamente le autorità aeronautiche del vicino aeroporto per le conseguenti azioni di competenza. Il parere positivo, a firma dell’ingegnere Claudio Eminente, fa seguito ad un preciso richiamo della Provincia di Latina trasmesso il 4 luglio 2018 all’Enac.

Il nulla osta dell’Enac non è l’unica novità di questa vicenda che tanto anima i residenti di Latina Scalo e della vicina Sermoneta, tanto che l’amministrazione comunale del piccolo centro lepino ha recentemente approvato all’unanimità del Consiglio un documento contro la realizzazione in loco della centrale bio-metano. C’è dell’altro. C’è un parere del dirigente del servizio Governo del territorio del Comune di Latina, l’architetto Paolo Ferraro, che il 23 luglio 2018 invia alla Provincia di Latina la modifica di un atto, precedentemente trasmesso il 19 luglio 2018, con il quale si attesta che l’area oggetto di intervento non ricade in quella sottoposta alle limitazioni di altezza imposte dal vincolo di servitù militare né nella fascia di rispetto soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta.

Si scopre così che sul progetto Recall la conferenza dei servizi, conclusa il 23 novembre 2017, a luglio 2018 è stata riaperta e che il Comune di Latina ne era a conoscenza. Un dettaglio che assume rilevanza politica, dal momento che l’assessore all’Ambiente del Comune di Latina, Roberto Lessio, anche in occasione – ultima in ordine di tempo – della sede istituzionale del Consiglio comunale di Sermoneta allargato alle altre municipalità, associazioni e comitati, non risulta averne fatto parola nonostante le preoccupazioni dei cittadini per gli effetti legati alla presenza di un impianto di trattamento rifiuti e produzione di bio-gas nelle adiacenze di nuclei abitativi.

Si scopre così – ipotesi da noi già avanzata e che oggi trova conferma – che a sollevare dubbi sulla location indicata per l’impianto di trattamento rifiuti finalizzato alla produzione di energie alternative è stata invece l’Aeronautica Militare, all’indomani dell’atto conclusivo della precedente conferenza di servizi pubblicato ad inizio 2018. E’ il 28 febbraio 2018 quando il 70° Stormo Graziani dalla sede del Comani scrive alla Provincia di Latina paventando che durante l’esercizio dell’impianto, una volta costruito, possano insorgere condizioni di potenziali pericoli per la navigazione aerea, dovuta alla possibile presenza di avifauna, attratta dalla sostanza organica quale fonte di cibo, limitata visibilità determinata da emissioni di fumi, ostacoli fissi eccetera. La tematica è stata quindi affrontata il 19 luglio 2018, in sede di riapertura di conferenza dei servizi. L’Aeronautica Militare ha calato il parere negativo del tenente colonnello Alberto Coppola evidenziando rischi nelle fasi di atterraggio e decollo dei velivoli in caso di eccessiva presenza di uccelli. Pronta la replica della Recall che in quella sede ha garantito che il conferimento dei rifiuti all’impianto verrà effettuato con appositi automezzi a tenuta, che non consentano la fuoriuscita di percolato durante il trasporto. Quale l’esito di questo confronto? E’ contenuto nel verbale della conferenza dei servizi del 19 luglio 2018, pubblicato oggi, insieme agli altri nuovi atti di questo complesso iter, all’albo pretorio della Provincia di Latina: al netto di piccoli ritocchi, smussature, nell’una e nell’altra posizione, sembra di capire che la vicenda resti ancora aperta in attesa di studi specialistici.

A due mesi di distanza dalla sigla sul verbale non è dato sapere se nel frattempo l’autorizzazione unica in favore della Recall sia stata rilasciata.

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