Lo Stato tende la mano ai balneari, a Latina Lessio allunga il brodo. Calandrini: chiederò atti ispettivi

Nicola Calandri e Roberto Lessio

La legge finanziaria 2019 è approdata oggi al Consiglio comunale di Latina con un’interrogazione del consigliere Nicola Calandrini, volta ad avere risposte sulle intenzioni dell’amministrazione comunale in merito alle modalità di adempimento dei commi che riguardano il demanio marittimo.

“Il Governo – ha spiegato il capogruppo di Fratelli d’Italia – ha voluto tutelare l’occupazione e il reddito delle imprese in grave crisi per i danni subiti dai cambiamenti climatici e dai conseguenti eventi calamitosi straordinari, con l’estensione delle concessioni demaniali in essere di quindici anni. E’ previsto che i titolari delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo possano mantenere i manufatti fino al 31 dicembre 2020. E le concessioni vigenti alla data di entrata in vigore della legge – ha sottolineato citando la data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, del 31 dicembre 2018 – hanno una durata, con decorrenza dalla entrata in vigore della legge, di anni quindici”.

“Dell’argomento – ha proseguito Calandrini – se ne è già discusso in commissione, purtroppo confondendo il tema della destagionalizzazione con questa nuova opportunità inserita nella legge del bilancio dello Stato in cui si è voluto tenere conto della crisi del settore balneare. Chiedo di sapere se la delibera di Consiglio comunale del 29 settembre 2016 (la cosiddetta delibera per la destagionalizzazione che non ha trovato possibilità di attuazione) sia sovraordinata alla Legge dello Stato; se l’amministrazione intenda o meno dare immediata applicazione alle richiamate norme in materia di demanio marittimo sic et simpliciter o intenda subordinare l’applicazione della cogente norma ad altri adempimenti e quali;  se l’amministrazione intenda assumere un provvedimento per dare attuazione a tali disposizioni normative, se si in che tempi e  con quali contenuti; se si ritenga sussistere un obbligo immediato e/o tempestivo di regolarizzazione dei titoli concessori alla norma sopravvenuta (annotazione dell’estensione della durata delle concessioni fino al 2034 sui titoli concessori) come prescritto dalle leggi sulla Contabilità dello Stato”.

A rispondere alla raffica di domande è stato l’assessore all’ambiente Roberto Lessio il quale ha affermato che la delibera del 2016 non è sovraordinata alla legge dello Stato, aggiungendo però di aver dato mandato di revisionarla e di riportala in Consiglio nei tempi compatibili con l’emissione dell’annuale ordinanza sindacale sulla balneazione. In merito alla proroga delle concessioni demaniali fino al 2034, Lessio ha detto che l’ufficio provvederà ad ufficializzarle anche se si è in attesa di indicazioni da parte della Regione Lazio per i 24 comuni costieri in modo tale che tutti facciano la stessa cosa. In quanto all’immediatezza della regolarità dei titoli concessori, l’assessore all’Ambiente del Comune di Latina ha detto di aver già risposto al precedente quesito.

“Detto ciò – ha proseguito Lessio -, noi dobbiamo valutare il tutto stante la legge regionale. A mio personale giudizio ritengo che la normativa regionale si affianchi a quella regionale esistente. Siamo d’accordo con un intervento facilitatore per il mantenimento delle strutture tutto l’anno, ma al contempo dobbiamo capire quali sono i servizi da offrire in sicurezza durante tutto l’anno. Stiamo già ragionando con gli operatori della Marina. La nuova normativa riguarda le strutture lato mare. E quelle lato monti? Anche per un discorso di decoro è auspicabile che se si deve aprire tutto l’anno lo facciano tutti”.

L’assessore ha chiuso il suo intervento ricordando il finanziamento di 5 milioni e mezzo per la tutela della costa, “grazie al protocollo sottoscritto con la Regione”: “Stiamo presentando altri progetti per l’ottenimento di ulteriori fondi comunitari. I soldi sono tanti e se non riusciremo a spenderli bene allora la gente avrà diritto di mandarci a casa”, ha concluso Lessio.

La risposta all’interrogazione da parte dell’assessore non è tanto piaciuta al consigliere Calandrini che, nella sua replica, ha detto che si sta facendo molta confusione. “Intanto sulla questione legata all’applicazione della norma sic et simpliciter, le dico assessore che i suoi uffici hanno già risposto picche agli operatori balneari. Oggi è 21 febbraio e lei deve andare negli uffici del servizio Ambiente, da qui a venti giorni, e fare in modo che si diano risposte immediate e in tempo utile per l’emissione dell’ordinanza sindacale. La legge dice che le strutture possono rimanere montate fino al 31 dicembre 2020. Sul quando e come aprire le attività, lo stabiliremo all’interno del Pua”.

“Attenzione, non sono ancora ufficialmente senatore ma spero che ciò avvenga presto. Qualora la legge finanziaria non fosse rispettata chiederò atti ispettivi. Non voglio fare minacce, ma non capisco perché bisogna revisionare una delibera e tornare in Consiglio, per consentire agli operatori di lasciare in piedi le strutture, quando la legge non lo prevede. Usiamo il buonsenso”, ha concluso Calandrini.

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