Latina, approvata all’unanimità la mozione salva 70° Stormo: Coletta chiederà incontro al Ministro della Difesa

Nicola Calandrini e Damiano Coletta

Approvata all’unanimità del Consiglio comunale di Latina la mozione salva-Comani, presentata dal consigliere Nicola Calandrini e sottoscritta dagli altri esponenti di Fratelli d’Italia e dai consiglieri di Forza Italia. L’iniziativa vuole contrastare il rischio di trasferimento a Grazzanise (Caserta) della scuola di volo di Latina, come sembra emergere da iniziative governative. Un argomento particolarmente battuto dalla politica, anche a livello provinciale con un documento del Consiglio di via Costa e parlamentare con interrogazioni sia da parte di otto deputati di Forza Italia che da parte del senatore azzurro pontino Claudio Fazzone.

Nella sua esposizione in aula, Calandrini ha voluto sottolineare che la mozione oggetto di dibattito riguardava solo ed esclusivamente la scuola di volo 70° Stormo a contrasto dell’ipotesi di trasferimento nel casertano con conseguente impoverimento del territorio pontino sia da un punto di vista sociale, economico e culturale. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, rivolgendosi al sindaco, ha detto che per quanto riguarda la possibilità di realizzare un aeroporto civile a Latina, argomento che spesso viene affiancato alla questione Comani, è opportuno fare un approfondimento per valutare tutti gli aspetti del caso. “Spesso si dice che uno scalo aereo civile a Latina servirebbe a decongestionare Ciampino e Fiumicino – ha aggiunto Calandrini -, ma a me questo non risulta. Inoltre si deve tenere conto dell’impossibilità di utilizzare gli attuali spazi in modo promiscuo. Ecco perché ritengo che dobbiamo invece concentrarci sul pericolo imminente della delocalizzazione della nostra scuola di volo, ecco perché la mozione che si va a discutere è stata predisposta esclusivamente per la questione del 70° Stormo, dell’aeroporto intitolato a Enrico Comani (Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico), inaugurato il 28 marzo 1938”.

“Molti dei militari interessati – si legge nella mozione – hanno costruito a Latina la loro vita con figli, ormai padri a loro volta, e nipoti studenti universitari o impiegati nel tessuto economico della nostra città. La scuola di volo praticamente coincide con la storia stessa di Latina. Gran parte dei piloti italiani e non solo, militari e civili, hanno fatto il loro primo volo a Latina. La stessa astronauta italiana Samanta Cristoforetti parla con orgoglio della sua prima esperienza di volo al Comani di Latina… E’ imprescindibile dovere di ciascun amministratore locale profondere ogni sforzo per la salvaguardia della propria economia e della propria gente impegnarsi per lo sviluppo del territorio”.

Con la mozione, approvata all’unanimità, si è impegnato il sindaco Damiano Coletta e la sua giunta di avviare ogni iniziativa di ordine amministrativo e politico, possibilmente in modo coordinato anche con altri comuni limitrofi interessati per rappresentare nelle sedi istituzionali le ragioni del mantenimento a Latina dell’aeroporto militare e della scuola di volo e affinché, con una rappresentanza del Consiglio comunale, chieda di essere ricevuto dal Ministro della Difesa per discutere delle problematiche che comporterebbe la delocalizzazione della scuola di volo e per valutare lo sviluppo di progetti futuri che vadano nell’ottica di un incremento delle attività sul territorio con l’incremento del personale da impegnare.

Poco prima del voto, il consigliere Olivier Tassi, gruppo misto, intervenendo favorevolmente sulla mozione ha però detto che forse non basta dire al Ministro della Difesa che Latina non vuole rinunciare alla scuola di volo: “Credo – ha aggiunto – che prospettare l’idea di un’ aeroporto per voli low cost possa farci da sponda, sollecitando aperture di tavoli tecnici con i ministeri della Difesa e dei Trasporti”. Sulla questione si è trovato d’accordo il consigliere Alessandro Calvi di Forza Italia che ha precisato: “Vediamo prima cosa poterà a casa il sindaco dopo l’incontro con il Ministro e poi valutiamo cosa fare successivamente”.

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