300mila euro nascosti in un pozzetto di cemento: quattro denunce a Fondi

Quasi trecentomila euro in contanti, sigillati con cura in buste termosaldate e nascosti all’interno di un pozzetto di cemento, coperto da cassette in plastica per rendere più difficile ogni scoperta. È il tesoro rinvenuto dai carabinieri in un’abitazione di Fondi, dove il denaro era stato occultato con modalità che, secondo gli investigatori, lasciavano poco spazio al caso.

Le banconote, di vario taglio e per un totale di oltre 295.000 euro, erano conservate in sei involucri sigillati sottovuoto, una tecnica utilizzata per proteggere il contenuto e preservarlo nel tempo. Un nascondiglio studiato nei dettagli: il pozzetto in cemento era coperto da cassette accatastate, verosimilmente per mascherare la presenza della botola e scoraggiare eventuali controlli superficiali.

Il blitz è scattato nella giornata di ieri, al termine di una mirata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Tenenza di Fondi e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Terracina, con il supporto delle unità cinofile di Santa Maria di Galeria. La perquisizione ha permesso di portare alla luce non solo il denaro, ma anche una macchina per il confezionamento sottovuoto, insieme a buste e pellicole identiche a quelle utilizzate per sigillare le mazzette.

I quattro soggetti trovati nella disponibilità dell’immobile, due uomini di 80 e 57 anni e due donne di 80 e 27 anni, tutti residenti a Fondi, non hanno fornito alcuna spiegazione convincente sull’origine del denaro né elementi utili a dimostrarne la provenienza lecita.

Per questo motivo, i carabinieri li hanno denunciati in stato di libertà con l’accusa di favoreggiamento reale. L’intera somma, insieme al materiale utilizzato per il confezionamento, è stata sequestrata e sarà ora al centro degli ulteriori accertamenti investigativi, finalizzati a ricostruire la provenienza di un patrimonio nascosto con tanta attenzione quanto mistero.