Psicosi rapimenti di bambini. Il fake viaggia su whatsapp

Un messaggio vocale diffuso rapidamente su WhatsApp ha generato nei giorni scorsi forte preoccupazione tra numerosi genitori in provincia di Latina. Nell’audio, una donna racconta di presunti tentativi di rapimento ai danni di bambini, parlando di un episodio avvenuto in un asilo e di un altro nei pressi di un fast food appartenente a una nota catena. Tuttavia, dalle verifiche effettuate, non risultano segnalazioni ufficiali né interventi delle forze dell’ordine riconducibili ai fatti descritti.

Il file audio ha iniziato a circolare nelle chat di genitori a Terracina, per poi diffondersi rapidamente anche a Latina e in altri centri della provincia. Lo stesso messaggio sarebbe stato condiviso anche tra Cassino e Sora, segno di una propagazione ampia e non legata a un singolo territorio. In alcuni casi, al vocale è stato affiancato un testo scritto che cercava di “contestualizzare” gli episodi, indicando presunti luoghi e strutture coinvolte, contribuendo così ad alimentare ulteriormente l’apprensione.

Nell’audio si racconta che alcune persone avrebbero tentato di prelevare un bambino da una scuola dell’infanzia con la scusa di un incidente occorso ai genitori, e che un secondo episodio sarebbe stato sventato grazie all’intervento tempestivo di una madre in un fast food. Ma nessuna di queste circostanze trova riscontro concreto.

A Terracina, dove è effettivamente presente un punto vendita della catena citata nel messaggio, i gestori hanno pubblicamente smentito l’accaduto attraverso i propri canali social. Anche a Latina, dove invece non è presente alcun locale della stessa insegna, il vocale ha comunque generato allarme, complice il passaparola che ha portato alcuni utenti a fare ipotesi su asili e zone specifiche della città.

Le autorità non hanno ricevuto denunce o segnalazioni compatibili con quanto narrato nell’audio. Tutto lascia quindi pensare a una notizia infondata, amplificata dalla paura e dalla rapidità di diffusione tipica delle chat di gruppo.