Mozione di sfiducia, Mancini chiarisce: “Iter corretto, decisione al Consiglio”

Intervento del presidente del Consiglio comunale Quirino Mancini sulla mozione di sfiducia presentata da dieci consiglieri di minoranza, al centro del recente dibattito politico in aula.

Mancini ha voluto precisare innanzitutto gli aspetti procedurali, sottolineando la piena regolarità dell’atto. “La mozione è formalmente ammissibile se contiene motivazioni riferibili all’attività istituzionale del sindaco”, ha spiegato, chiarendo che la valutazione sul merito resta esclusivamente politica: “La fondatezza e la sufficienza delle ragioni sono rimesse integralmente al Consiglio comunale”.

Il presidente ha poi affrontato la questione della collocazione della mozione nell’ordine del giorno, respingendo le critiche avanzate dalla minoranza. “Nessuna norma impone una posizione privilegiata”, ha evidenziato, ricordando come la scelta di inserire il punto in coda fosse legata a scadenze precise. “C’erano variazioni di bilancio da approvare per la ratifica di deliberazioni di giunta, con termini di legge da rispettare”.

Nel suo intervento, Mancini ha anche richiamato il quadro normativo che disciplina la sfiducia, puntualizzando un passaggio chiave del Testo unico degli enti locali: “Il sindaco cessa dalla carica solo in caso di approvazione della mozione con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri”. Un aspetto non secondario, che implica numeri ben definiti per l’eventuale esito della votazione.

A sorpresa, però, la mozione non è mai arrivata alla discussione. “A meno di 24 ore dall’inizio della seduta, gli stessi consiglieri proponenti hanno richiesto il ritiro del punto”, ha riferito Mancini, spiegando che la richiesta è stata accolta “nello spirito del corretto funzionamento dell’organo consiliare”.

Infine, il presidente ha rivendicato il proprio operato: “Ho sempre agito nell’interesse della trasparenza e del corretto funzionamento del Consiglio”, sottolineando di aver risposto ai quesiti posti facendo riferimento puntuale alle norme e con il supporto del segretario generale.

Una presa di posizione che mira a fare chiarezza su una vicenda che ha acceso il confronto politico, ma che, almeno per ora, si è chiusa senza arrivare al voto in aula.