Rimane nel mirino dei sindacati la vicenda asili nido, con la FP CGIL pronta a proclamare lo stato di agitazione per il personale educativo del Comune di Latina, indicendo un’assemblea in Piazza del Popolo per l’8 giugno 2026 alle ore 8.30, con una mobilitazione che comporterà la temporanea sospensione del servizio degli asili nido.
“Al centro della protesta – si legge nel comunicato diffuso dal sindacato – c’è una palese e inaccettabile ingiustizia contrattuale, poiché le educatrici storiche del Comune, che da anni garantiscono con dedizione e professionalità un servizio essenziale per le famiglie, si trovano inquadrate in un’area inferiore rispetto alle colleghe neo-assunte, collocate invece nell’area dei Funzionari”.
“Questa vera e propria stortura configura una palese disparità e la conseguente mortificazione del personale con maggiore anzianità, il quale si trova a svolgere le medesime mansioni, con pari responsabilità o, nel caso delle coordinatrici, addirittura con responsabilità maggiori, ma senza il dovuto inquadramento economico”.
“Ciò che rende la situazione intollerabile – proseguono – è l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale: la Sindaca fa finta di non vedere e non sentire, venendo meno alla parola data, nonostante in data 3 ottobre 2025 avesse assunto e siglato l’impegno di istituire un apposito Tavolo tecnico entro il mese di dicembre 2025 per sanare questa disparità Da allora, a distanza di 6 mesi, il nulla: la richiesta urgente di un Tavolo di confronto politico inviata dalla FP CGIL l’11 marzo scorso è rimasta totalmente senza riscontro, al pari dei successivi tentativi di conciliazione attivati presso il locale Ispettorato Territoriale del Lavoro che sono stati ignorati dall’Amministrazione”.
“Siamo chiaramente di fronte a un’amministrazione alla deriva, dove la mano destra non sa quello che fa la sinistra, e dove lo iato tra la propaganda politica e le azioni reali verso i dipendenti è diventato stridente e imbarazzante. A parole si sbandiera la valorizzazione della scuola, ma nei fatti si calpesta la dignità di chi ci lavora, con il paradosso che, utilizzando gli strumenti contrattuali già a disposizione – come la quota dello 0,55% prevista dal CCNL Funzioni Locali per le verticalizzazioni in deroga – questa operazione di giustizia professionale si sarebbe potuta realizzare con un aggravio per l’erario pubblico assolutamente contenuto stante il numero ridotto delle educatrici interessate”.
“Non è una questione di bilancio, ma di totale mancanza di rispetto per i lavoratori e per le relazioni sindacali. Come dichiara con fermezza il Segretario Generale della FP CGIL Frosinone-Latina, Vittorio Simeone, ‘la richiesta di un Tavolo tecnico è rimasta senza riscontro, e l’urgenza deriva dal fatto che bisogna predisporre le necessarie determinazioni prima della scadenza dei termini, onde evitare la perdita dell’opportunità che la finestra contrattuale pone entro e non oltre la fine dell’anno corrente‘”.









