Il Partito Democratico di Sabaudia torna all’attacco sul bando per l’assegnazione dei nove chioschi del lungomare, definendolo “un buco nell’acqua”. In una nota congiunta, i consiglieri comunali Giancarlo Massimi e Simone Brina, insieme al segretario cittadino Luca Mignacca, contestano l’esito della procedura e le scelte dell’amministrazione.
Secondo il PD, alla gara avrebbero partecipato soltanto quattro ditte, con appena tre piazzole in via di assegnazione sulle nove previste. Un risultato che, secondo gli esponenti dem, confermerebbe le criticità più volte evidenziate dalla minoranza.
“Ci era stato spiegato che le ditte partecipanti sarebbero state oltre trenta e che il bando avrebbe suscitato grande interesse tra gli operatori economici locali. Le nostre osservazioni sono state invece ignorate”, si legge nella nota.
Il PD punta il dito contro la formula del partenariato pubblico-privato, le prescrizioni gestionali, il piano economico-finanziario e i requisiti economici richiesti, ritenuti elementi che avrebbero scoraggiato soprattutto gli imprenditori del territorio. Viene inoltre contestata l’assenza di limiti per chi già possiede concessioni balneari, oltre al fatto che le attività previste come interesse pubblico, come pulizia e salvataggio, sarebbero già obblighi degli attuali concessionari.
Da qui la richiesta di un cambio di rotta. “È arrivato il momento di mettere la parola fine a questa esperienza disastrosa per Sabaudia”, affermano Massimi, Brina e Mignacca, auspicando che anche all’interno della maggioranza emerga la volontà di rivedere le scelte compiute. Secondo il PD, la città “ha bisogno di una classe politica capace di confrontarsi e di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini”.









