È la vittoria tanto attesa. Forse quella della consapevolezza.
Nel catino sparuto del Francioni – (lasciato vuoto per giusta causa dal Leone Alato contro la scelta della Lega di fissare la gara alle 15 di un giorno lavorativo) – il Latina Calcio 1932 ha alzato la testa e ha giganteggiato contro l’Atalanta U23.
Un Francioni ridotto all’osso, coperto come si può con sabbia in attesa dei lavori di rifacimento, ha reso tutto più difficile. Un manto al limite della praticabilità che ha costretto entrambe le squadre a cambiare spartito, a sporcarsi, a rinunciare al fraseggio pulito. Eppure, in tenuta bianca contro il nerazzurro bergamasco – altro controsenso di giornata – il Latina è emerso.
Una partita surreale fin dall’inizio: la società bergamasca che chiede all’arbitro di misurare l’altezza regolamentare delle porte, il fischio d’inizio che slitta di 15 minuti. Poi una gara spezzettata, dura, nervosa. L’espulsione di un giocatore dell’Atalanta per un pugno a De Ciancio, l’infortunio di Sussi nel secondo tempo – uscito in barella e portato in ospedale per accertamenti – e 10 minuti di recupero. Oltre 100 minuti effettivi, più di due ore reali.
È successo di tutto, in questo infrasettimanale. Ma alla fine ha avuto ragione il Latina. E ha avuto ragione la sensazione che andiamo ripetendo da settimane: questa è una squadra forte.
Con un attacco leggero, con due motorini come Cioffi e Baez che finalmente hanno trovato la quadra, il reparto offensivo, pur spuntato, inizia a girare. Se da tutto l’attacco può arrivare un bottino di 5-6 gol a testa, senza rinunciare al gioco verticale che Volpe chiede – e che ieri si è visto, eccome – allora la soluzione può diventare piacevole. Ieri grande Castorri, ma sugli scudi c’è stata tutta la squadra.
Una vittoria che allontana gli spauracchi della classifica e che proietta i nerazzurri verso altri obiettivi. Perché, come abbiamo scritto nei nostri editoriali, i punti persi pesano. La mole di gioco che il Latina mette in campo, anche su un terreno ingiocabile come quello di ieri, dimostra che questa squadra ha lasciato per strada punti preziosi che oggi la proietterebbero già altrove.
Ma come ha detto anche Volpe, se la barca rimane insieme, si può fare qualcosa di veramente grande.









