Valorizzare la Via Appia non soltanto come patrimonio storico e culturale, ma anche come risorsa capace di generare nuove opportunità economiche. È questa la prospettiva presentata dalla Provincia di Latina alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, nell’ambito del progetto “Economia della Bellezza”.
All’iniziativa, presentata il 29 ottobre, hanno partecipato il presidente della Provincia Federico Carnevale e quello della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora. Al centro degli incontri il ruolo della Via Appia Regina Viarum, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO, nella promozione turistica e produttiva dei tredici Comuni del tratto pontino.
Un Osservatorio e una governance tra quattro Regioni
Tra le proposte avanzate dalla Provincia c’è l’istituzione di un Osservatorio economico permanente, per monitorare i flussi turistici e le ricadute del riconoscimento UNESCO su imprese e occupazione.
Prevista anche la proposta di un Tavolo tecnico interistituzionale che coinvolga Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, le quattro Regioni attraversate dalla Via Appia, con l’obiettivo di coordinare interventi, progetti e finanziamenti.
La Provincia ha inoltre avviato un confronto con ALES S.p.A., società del Ministero della Cultura, per supportare gli enti nella progettazione e nell’attuazione degli interventi legati al sito UNESCO. Tra le novità presentate a Paestum anche il primo contratto di licenza d’uso del marchio, realizzato con l’azienda DiversaMenteAgricola per l’olio extravergine di oliva Co-EVO N.13 “Essenza della Regina Viarum”.
La seconda giornata della Borsa, venerdì 30 ottobre, è stata dedicata ai tredici Comuni del percorso pontino, con particolare attenzione alla loro storia, alle tradizioni, alle attività produttive e alle eccellenze gastronomiche. Durante l’intervista il presidente Carnevale ha sottolineato l’importanza della Regina Viarum: “La Via Appia Regina Viarum, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO è un’ occasione straordinaria per costruire una nuova politica di sviluppo territoriale”.
Ogni visitatore spende in media 103 euro al giorno sul territorio, soprattutto in ristoranti e prodotti tipici, più 74 euro per l’alloggio.
«Sono numeri che confermano come il nostro patrimonio sia già un fattore di attrattività e come esistano importanti margini di crescita», ha detto Carnevale. Da qui la proposta di un Osservatorio economico permanente della Via Appia, da costituire con il sistema camerale, che segua nel tempo i flussi turistici, l’effetto economico del riconoscimento UNESCO e l’andamento di imprese e occupazione. «Non basta misurare quanti turisti arrivano. Dobbiamo capire quanto valore resta sui territori e dove concentrare le risorse. La programmazione deve partire dai dati e dall’ascolto delle imprese.»
Grande partecipazione alla Borsa di Paestum
“Le due giornate hanno registrato una ricca e qualificata partecipazione del territorio, con il coinvolgimento di amministratori locali, rappresentanti istituzionali, operatori economici, associazioni e realtà produttive. Significativo anche l’interesse dei visitatori, che hanno seguito con attenzione le iniziative proposte, mostrando curiosità verso il patrimonio archeologico, le tradizioni, le produzioni di eccellenza e le opportunità turistiche dei tredici Comuni del tratto pontino. Una partecipazione che ha reso lo stand non soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo di incontro, confronto e promozione integrata delle identità territoriali, confermando la capacità del progetto “Economia della bellezza” di aggregare istituzioni, imprese e comunità attorno a una visione condivisa di sviluppo.” Queste le parole del presidente Carnevale.
Gli incontri sono stati arricchiti dagli approfondimenti sulla storia della Via Appia curati da Stefania Bove, archeologa e autrice televisiva.
L’obiettivo del progetto “Economia della Bellezza” è creare una rete capace di unire archeologia, mare, agricoltura, artigianato ed enogastronomia, superando la promozione dei singoli luoghi per costruire un’offerta turistica e commerciale condivisa.
Un percorso che punta a fare della Via Appia non solo una testimonianza del passato, ma un’ opportunità per il futuro economico e turistico dell’Agro Pontino.









