Questo Latina sa prendersi (finalmente) anche i punti sporchi

Alessio Privato

Una prestazione sottotono, quello che ci si poteva aspettare finalmente dal Latina. Spieghiamoci meglio.

La squadra di Volpe arrivava dalla brutta sconfitta di Coppa Italia a Campobasso, una gara dove il tecnico aveva scelto la via del turnover preservando gli elementi più importanti, anche se poi impiegati a gara in corso per provare a ribaltarla. Energie spese, tante, anche se dalle seconde linee, con il Latina che ha comunque dimostrato di poter contare su tutta la rosa, seppur falcidiata dagli infortuni.

La gara di Campobasso di mercoledì e quella di ieri con la Pianese sono il secondo di tre impegni ravvicinati, dopo la grande prestazione di domenica scorsa al Picco di La Spezia, dove i pontini sono tornati con un punto pesantissimo. Nulla di allarmante, quindi, anche se ieri è arrivato solo un pari. Certo, molti gridano ai due punti persi – e anche ragionevolmente, visto che la Pianese era alla portata – ma c’è un’altra ottica da guardare.

La squadra di Volpe, seppur stanca, ci aveva abituato a grandi prestazioni durante l’anno. Era normale un calo fisiologico, soprattutto visti i tanti assenti che il mister non può schierare.

Il Latina ha dimostrato uno spirito non arrendevole, tutt’altro. Una gara che, secondo molti e anche secondo noi, dimostra la tempra di un gruppo importante, tenuto da un leader carismatico che ha voglia di non mollare. Una cosa che spesso mancava nelle scorse stagioni, anche per i vari cambi al comando.

La sensazione è che una squadra che riesce a tenere botta fino al 90′ è una squadra buona per prendersi quei punti che pesano in classifica, come quello di ieri. Quindi niente disfattismo in casa Latina: la striscia di risultati utili consecutivi sale a sei, l’imbattibilità al Francioni resta intatta.

Nota positiva: l’ingresso di qualità di Keita, che ha cambiato letteralmente la gara e alza la bandiera per il Latina, in una giornata sottotono per i soliti noti, ma non per colpa loro. Il campo del Francioni è lavorato, sta migliorando piano piano ed è sotto gli occhi di tutti, ma non è ancora al massimo. Anche la Pianese, come le avversarie precedenti, ha fatto molta fatica. Non vuole essere un alibi, quello del campo e quello degli infortunati, ma sono due fattori che vanno a discapito del Latina.

Un Latina che ora sarà atteso da un calendario complicato, a partire dalla trasferta di domenica a Sassari, in Sardegna.

Latina che ingrana, Latina che sa soffrire e che sa prendersi anche i punti più importanti. A dispetto dei punti persi in casa quest’anno, quello di ieri è un punto da accettare e da far maturare come sa fare una squadra seria. Continuando la striscia di buoni risultati e facendo tesoro di qualcosa che l’anno scorso mancava: forse la forza di un gruppo.