Abusi edilizi nelle periferie di Latina: tripletta di ordinanze di demolizione

Tripletta di ordinanze di demolizione per abusi edilizi nelle periferie, emesse dal nuovo dirigente del servizio Governo del territorio del Comune di Latina. L’urbanistica riparte da qui e dalle disposizioni dell’architetto Eleonora Daga, fresca di nomina, rivolte ai tecnici del Sue, Sportello unico dell’edilizia.

Patti chiari in ufficio

La neo-dirigente ha scritto ai colleghi, ora sottoposti, fissando regole, a carattere generale, volte ad assicurare comportamenti e risposte univoche da parte dei tecnici istruttori delle pratiche edilizie in lavorazione ed istruttoria presso il settore Edilizia privata, richiamando gli stessi al rispetto dei tempi fissati per la conclusione dei procedimenti ai quali si è “tassativamente sottoposti per non incorrere in gravi conseguenze sia dal punto di vista amministrativa che disciplinare”. Della serie “patti chiari e amicizia lunga”.

Daga chiede attenzione ai tempi il cui trascorrere determina aspettative da parte dei proponenti le pratiche e… silenzio assenso da parte dell’ufficio. Il nuovo dirigente chiede ai tecnici relazioni sulle pratiche (ex Dia, Scia, Cila, piani casa eccetera) loro assegnate e l’elenco delle giacenze.

Ordinanze di demolizione

Le tre ordinanze di demolizione opere abusive sono state pubblicate ieri all’albo pretorio del Comune di Latina.

La prima fa riferimento ad un’informativa di reato del primo aprile 2019 relativa ad opere realizzate, senza permesso a costruire, su un terreno di 1.500 metri quadrati interno al consorzio residenziale Anni Verdi di strada Macchiagrande in località Borgo Santa Maria. I proprietari su un manufatto condonato hanno realizzato un ampliamento di 28metri quadrati, cambiata la copertura con realizzazione di un solaio in latero-cemento e una tettoia di 25 metri quadrati. Sullo stesso lotto hanno realizzato, senza alcuna autorizzazione, un altro manufatto di 27 metri quadrati, una baracca in lamiera e un muro di recinzione per tutto il perimetro del terreno. Ecco Daga dice, via tutto, entro 90 giorni, a cura e spese dei proprietari per i quali scatta una sanzione di 2.000 euro.

Prende origine da un’informativa di reato del 21 dicembre 2018 la seconda ordinanza di demolizione per abusi edilizi realizzati su un terreno di 5.400 metri quadrati sito in strada Tor Tre Ponti. Da abbattere un manufatto in legno, di 78 metri quadrati, appoggiato ad una zattera di cemento alta 15 centimetri, suddiviso in quattro vani: cucina, due camere da letto e un bagno. Anche in questo caso si tratta di una costruzione sprovvista di permesso a costruire: 2.000 euro di multa e ordinanza di ripristino da eseguire entro 90 giorni dalla notifica.

Più complessa la situazione emersa dalla terza ordinanza di demolizione firmata dall’architetto Daga. L’informativa è del 9 giugno 2018, ma riguarda una storia iniziata quasi 20 anni fa, quando al Comune di Latina fu presentato un progetto per la demolizione e ricostruzione di un ex podere agricolo in via Pratalone, vicino Borgo Carso. Un’”istanza – scrive Daga – mai conclusa con il rilascio della concessione edilizia propedeutica all’esecuzione dei lavori. Allo stato attuale quindi, l’intero edificio, scaturito da intervento di demolizione e ricostruzione, risulta totalmente abusivo, oltre ad essere difforme rispetto all’originale consistenza edilizia”. Ad oggi quell’ex podere è risultato ampliato, con parziale cambio di destinazione d’uso, suddiviso in tre unità immobiliari. Presenti sullo stesso lotto di terreno anche altri manufatti abusivi. In questo caso la sanzione applicata è di 10mila euro. Concesso anche in via Pratalone un tempo di 90 giorni per il ripristino dello stato dei luoghi.

Tre ordinanze e tre presumibili ricorsi al Tar.

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