Agricoltura Lazio, più vicina la legge a contrasto sfruttamento dei lavoratori

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Una legge regionale per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori e favorire l’emersione del lavoro irregolare nel settore agricolo. Ieri l’ok della commissione Lavoro della Regione Lazio.

Dopo l’iniziativa di avvio di un servizio gratuito per il trasporto dei braccianti nei campi, al fine di abbattere il fenomeno del caporalato, si consolida la proposta normativa contro il lavoro in nero.

La IX commissione, presieduta dalla consigliera Eleonora Mattia del Partito democratico, ha dato parere favorevole al testo unificato di due proposte di legge, la numero 100 d’iniziativa dei consiglieri Marta Bonafoni (Lista Zingaretti) e Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) e la numero 107 della giunta del presidente Nicola Zingaretti.

Cosa prevede il testo

Marta Bonafoni della Lista Zingaretti

La proposta unificata prevede l’istituzione di: elenchi di prenotazione telematici per il settore agricolo (art. 3), per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e valorizzare le professionalità e fare emergere il mercato sommerso; centri polifunzionali (art. 5), vale  dire presidi interculturali e di legalità finalizzati all’erogazione di servizi per l’inclusione sociale dei lavoratori agricoli; un osservatorio sul lavoro in agricoltura; un elenco delle imprese agricole virtuose con un sistema di premialità ad esse destinato. Una norma introduce gli “indici di congruità” (art. 4), che definiscono il rapporto tra ore lavorate e quantità e qualità di beni e servizi offerti dai datori di lavoro, al fine di rendere agevole l’individuazione di situazioni di lavoro irregolare. La proposta prevede infine forme di coordinamento e di scambio di informazioni con gli organi che svolgono compiti di vigilanza e controllo sul rispetto della normativa in materia di lavoro e di sicurezza sui luoghi di lavoro.

La proposta di legge, relazionata in commissione dalla consigliera Bonafoni, che contiene disposizioni volte al contrasto dello sfruttamento dei lavoratori, necessiterà dell’adozione di un apposito programma operativo triennale di interventi, in concertazione con le organizzazioni sindacali e gli enti del Terzo settore, “in sinergia con le sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità di cui all’articolo 6 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91”.

Alessandra Sartore, assessore al Bilancio delle Regione Lazio

Lo stanziamento

E ieri a stretto giro dal voto, la commissione Bilancio ha approvato un emendamento, proposto dall’assessore Alessandra Sartore, che prevede uno stanziamento complessivo di due milioni e mezzo di euro nel triennio 2019-2021, da destinarsi al “Fondo per contrastare il fenomeno irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura” e per la realizzazione della piattaforma informatica destinata a fare incontrare domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo.

L’intervento

Eleonora Mattia del Pd

La presidente della IX commissione si è detta particolarmente soddisfatta per il voto unanime e per la rapidità con la quale è si è arrivati a dama. “Sono certa – ha dichiarato – che, in tempi brevi, il Consiglio riuscirà a varare una legge tanto attesa, tra le prime in Italia, necessaria per contrastare le gravi situazioni di caporalato, prossime alla schiavitù, che ancora esistono per chi lavora nei campi, in provincia di Latina ma anche nel resto del Lazio”.

“Nel Lazio – sottolineato l’esponente dem – sono oltre diecimila le persone sfruttate, donne e uomini che lavorano senza regole e senza diritti. Quella che stiamo compiendo è una battaglia di civiltà, principio ineludibile di civiltà”.

Un ringraziamento particolare – ha concluso Mattia – va all’assessore Claudio Di Berardino per tutte le azioni intraprese nel contrasto a questo fenomeno. Perché combattere il caporalato è come combattere la mafia: occorre la mobilitazione di tutti per sconfiggerlo: comprese le imprese agricole”.

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