Aperture Lbc, indiscrezione “svela” l’identikit dei moderati di centrodestra

Il sindaco Damiano Coletta

In Latina Bene Comune un cuore che batte anche un po’ a destra. Non ne ha fatto un mistero il segretario Francesco Giri che, nei giorni scorsi, nel suo intervento di apertura al Partito democratico e al Movimento cinque stelle, ha parlato anche di simpatie nei confronti dei moderati “che fanno fatica ad avere un riferimento politico in chi, nel centrodestra cittadino, pensa di potersi riciclare solo cambiando casacca”. Ha invocato il dialogo con le forze che vogliono bene alla città.

Oggi, l’assessore Gianmarco Proietti di Lbc, nel compiacersi che il Perito democratico, attraverso il direttivo, “abbia ripreso i temi lanciati prima dal sindaco e poi da Giri (questa la sua lettura del documento del Pd approvato ieri sera dall’assemblea, ndr), avanzando ulteriori proposte che, in molte occasioni, coincidono con l’azione amministrativa già impostata”, ha espresso l’augurio “che anche altre forze politiche della città, che hanno a cuore il futuro di Latina, pensino di trovare nell’amministrazione un interlocutore in grado di valutare e concretizzare eventuali proposte”.

La domanda sorge spontanea. Chi sono questi moderati “che fanno fatica ad avere un riferimento politico in chi, nel centrodestra cittadino, pensa di potersi riciclare solo cambiando casacca”? Quali sono le altre forze politiche della città, che hanno a cuore il futuro di Latina, al netto di Pd, Cinquestelle?

Ecco, è su questi interrogativi che ruota la curiosità degli elettori da sinistra a destra, e di quelli del movimento civico di Latina Bene Comune più distanti da piazza del Popolo.

L’indiscrezione utile a soddisfare l’interesse popolare arriva da uno degli ambienti politici più radicati sul territorio, non fosse altro per anzianità della “nuova” nomenclatura partitica: “I moderati a cui fa riferimento Lbc sono quelli vicini all’ex vice sindaco Fabrizio Cirilli, della giunta di Giovanni Di Giorgi”.

La rivelazione non è di un pettegolezzo; è un’indiscrezione che arriva da un confronto ben circostanziato relativo al tema politico e amministrativo di questi giorni. Perché Cirilli, o meglio un gruppo di persone a lui riconducibili, definite “cirilline”? La risposta sarebbe da ricercare nei sodalizi che ruotano attorno all’associazionismo della legalità, congiuntura con il movimento di Lbc.

L’appello ai cosiddetti cirillini da parte di Lbc è un’ipotesi fantasiosa o concreta? Forse semplicemente un’ipotesi trapelata troppo in fretta e stroncata sul nascere, almeno in questa fase.

Intanto la trattativa in corso tra Pd e Lbc appare ferma su percorso dialettico “asfittico” incentrato sui temi, in una sorta di competizione sulla paternità. L’obiettivo di rimediare ai guasti dell’azione amministrativa, arrivata quasi alla sua scadenza naturale, attraverso un cambio di passo deciso, sembra sfuggita di vista. Si inorridisce al termine “poltrone”, dimenticando che qualcuno ci sta già seduto sopra. Si invocano gli stati generali per offrire luoghi di confronto e di co-progettazione lontani dall’urgenza del presente.

 

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