Arresti per le bombe, Zappone: “Lo stato non arretra”

Gli arresti eseguiti nelle ultime ore per la serie di attentati che hanno scosso Latina segnano, secondo la Regione Lazio, una svolta netta nella risposta delle istituzioni alla criminalità. A sottolinearlo è Emanuela Zappone, che parla di un segnale chiaro di presenza dello Stato e di un’azione coordinata che unisce magistratura, forze dell’ordine e amministrazioni locali.

«Gli arresti eseguiti nelle ultime ore per i gravi episodi di bombe e attentati che hanno colpito la città di Latina rappresentano una risposta chiara e inequivocabile: lo Stato c’è e non arretra di fronte alla criminalità», afferma la consigliera regionale, rivendicando il lavoro sinergico tra istituzioni. Zappone ringrazia la Procura, guidata dalla procuratrice Spinelli, e tutte le forze dell’ordine, oltre al sindaco di Latina Matilde Celentano, per la collaborazione istituzionale in una fase delicata per la città.

Accanto all’azione repressiva, la Regione Lazio rivendica un pacchetto di interventi strutturali sul fronte della prevenzione. Al centro c’è il progetto Lazio Sentinel, inserito per la prima volta nelle strategie territoriali regionali dedicate alla sicurezza urbana. «Come Regione Lazio abbiamo messo in campo un impegno straordinario e senza precedenti per la sicurezza di Latina», spiega Zappone, ricordando il coinvolgimento del presidente Francesco Rocca, della vicepresidente Roberta Angelilli e dell’assessore Luisa Regimenti.
Il programma prevede un milione di euro destinato ai capoluoghi di provincia, con interventi che vanno oltre la semplice videosorveglianza: intelligenza artificiale, sale di controllo e sistemi integrati collegati alle centrali operative della Polizia Locale e della Prefettura. Il bando è già stato pubblicato e, una volta chiuso a fine mese, entrerà rapidamente nella fase operativa.
Un ulteriore tassello arriva dalla legge di stabilità regionale, che ha stanziato 500 mila euro straordinari proprio in risposta agli attentati avvenuti a Latina, con fondi dedicati al potenziamento della videosorveglianza. «I tecnici della Regione sono già in strettissimo contatto con il Comune di Latina per avviare rapidamente l’esecuzione del progetto», sottolinea la consigliera.

A questi finanziamenti si aggiungono 80 mila euro ottenuti dal Comune di Latina attraverso il bando Sicurezza in Comune, legato alla legge regionale sulla sicurezza urbana. Uno strumento che, ricorda Zappone, non veniva finanziato dal 2020 e che è stato rifinanziato dall’attuale amministrazione regionale.

Il messaggio politico è chiaro: «La sicurezza è un diritto e una priorità. I fatti dimostrano che, quando le istituzioni lavorano insieme, arrivano risposte vere e concrete. Latina non è sola». Una linea che punta a coniugare repressione, prevenzione e investimenti strutturali per restituire fiducia e sicurezza alla città.