Assegnazione alloggi in via Selene, la Procura di Latina apre un’inchiesta

La Procura di Latina ha aperto un fascicolo contro ignoti per fare piena luce sui criteri e sulla regolarità dell’assegnazione degli alloggi popolari nel nuovo complesso di via Selene. L’iniziativa dei magistrati prende le mosse dagli elementi raccolti sul campo dagli uomini della Squadra Mobile, chiamati ora a verificare se nell’iter amministrativo vi siano state irregolarità con risvolti di natura penale.

I riflettori degli investigatori si sono accesi sul finire dell’estate, a margine della consegna delle chiavi delle 24 abitazioni della palazzina. Tra i nuovi inquilini è infatti comparsa una 61enne legata da vincoli di parentela con i vertici della famiglia Ciarelli, storicamente al centro di complesse vicende giudiziarie per reati di mafia e destinataria di confische patrimoniali proprio nel quartiere Pantanaccio. Dal Comune è stato precisato come la donna fosse incensurata e formalmente in possesso dei requisiti previsti dal bando; tuttavia, il caso ha sollevato forti perplessità di opportunità che hanno convinto la Polizia a vagliare l’intero blocco delle domande approvate nell’elenco del primo semestre 2025.

Nel frattempo la vicenda ha imboccato anche la via della giustizia amministrativa. Come infatti riportato dall’edizione odierna di Latina Oggi, una donna invalida assistita dai legali Francesco Di Ciollo, Giovanni Di Ciollo e Alessandro D’Angelis, ha presentato ricorso al Tar di Latina contestando la propria esclusione dalla graduatoria. Sebbene i giudici abbiano rigettato la richiesta di sospensiva monocratica d’urgenza, hanno fissato l’udienza di merito a fine mese e ordinato la notifica degli atti a tutti i 24 assegnatari, consentendo loro di costituirsi.

Gli esiti del giudizio al Tar sono destinati a sovrapporsi alle indagini della Procura, fornendo elementi utili ai magistrati per stabilire la legittimità complessiva delle procedure adottate dal Comune.