Astice e Petrus, ricorso al Riesame da rifare per 6 indagati. Consoli ai domiciliari

800 litri
Il carcere di Latina

La Corte di Cassazione ha annullato il pronunciamento del Riesame relativo ad alcuni arrestati nell’ambito dell’operazione Astice e Petrus. Secondo la Suprema Corte il Tribunale della Libertà non avrebbe motivato sufficientemente l’esigenza cautelare in carcere.

Per questo motivo ha rinviato il ricorso davanti al Tribunale del Riesame in altra composizione perché meglio si pronunci sulla questione per l’agente penitenziario Gianni Tramentozzi, ma anche per Maicol Consoli, difeso dagli avvocati Marino e Montini, e poi Endri CollaKu, Martina Giacomelli, Nicoletta Torri e Marco Quattrociocchi. Il Riesame dovrà rivalutare il tutto “limitatamente al punto concernente la misura” cautelare. Reggono anche in Cassazione i gravi indizi.

Intanto il giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota ha concesso per Consoli gli arresti domiciliari.

Le indagini partite nel 2017 evidenziarono come all’interno del carcere di via Aspromonte, a Latina, entravano droga e altri beni come sigarette e cibo prelibato. I reati contestati agli indagati sono, a vario titolo, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata, ricettazione, detenzione illegale e spaccio aggravati di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma da sparo.