In tutti questi anni, in cui ho avuto modo di confrontarmi ed affrontare i problemi delle nostre attività commerciali e artigianali come delle imprese familiari, non certo con semplicità ed anche con una certa dose di “sana frustrazione” per i risultati che non sempre si riescono ad ottenere, mi sono spesso imbattuto in un vortice fatto di burocrazia e di parole che sovente si avvinghiano su se stesse; sembra che tutto si muova, che si risolva, ma poi spesso il risultato è minimo e quindi…si ricomincia con “santa ostinazione” come ci consiglierebbe un noto Santo spagnolo.
In alcuni momenti sembra di stare all’interno delle pagine del “Piccolo Principe”, il romanzo di Exupéry, quando ci si trova nel bel mezzo del vortice dove tutto si muove per poi rimanere in sostanza fermo al punto di partenza.
Fortunatamente vi sono delle eccezioni; molto dipende da donne e uomini di buona volontà con cui interloquire. Il problema non lo si può ricondurre solamente alla sensibilità del politico di turno, uomini e donne che spesso si mettono in discussione per cercare di fare qualche cosa di buono- ma del sistema stesso che non sempre “gira” come dovrebbe.
Tutto ruota al mondo delle “Attività Produttive”, punto strategico di un territorio, di una Amministrazione come di una Comunità ed il tutto è strettamente rapportato allo sviluppo economico di una comunità, grande o piccola che sia.
Il mondo delle “Attività Produttive” è oggi una leva strategica fondamentale per stimolare impresa, occupazione e innovazione. È il motore dell’economia locale.
Il nostro territorio, la nostra provincia pontina ha in sé un tessuto produttivo diversificato e composito. Artigianato, commercio di vicinato, grandi multinazionali a fianco di imprese familiari e dell’indotto. Un grande sistema economico che ci porta a guardare dalle opportunità della produzione agroalimentare al terziario.
Ecco che la politica deve avere la capacità di andare oltre alla singola “gestione della pratica” ma bisogna avere una sempre rinnovata visione di sviluppo del sistema economico. Bisogna riuscire ad andare oltre alla burocrazia ed il “dialogo costante” –nel rispetto dei rispettivi ruoli- è il primo passo; un dialogo costante, concreto e propositivo. Un “dialogo” che non rimanga “semplice parola” ma si concretizzi in fatti reali e concreti, interventi finalizzati a contribuire ad una crescita (spesso anche solo sopravvivenza) di settori economici e produttivi locali.
Piano del Commercio, sviluppo dei Centri delle nostre Città, zone artigianali…aspetti che poi vanno a coinvolgere e determinare il futuro di imprenditori, dipendenti e tutto l’indotto di partite IVA che ruota intorno anche alla più piccola attività. Bisogna “ridurre ostacoli e aumentare le opportunità”.
Ma vediamo alcuni dati sulla situazione provinciale.
Tengo sempre ad evidenziare che i dati debbano andare interpretati e sono certamente un importante “indicatore” della situazione economica generale. Un punto in più o in meno di percentuale, poi di fatto, non modifica una situazione. I dati vengono analizzati spesso prendendo riferimenti (trimestri, annualità, segmenti produttivi) differenti.
Al 30 giugno 2025 –secondo dati disponibili- la provincia di Latina conta 56.897 imprese registrate, delle quali 47.310 attive, pari all’82% del totale ed i dati, complessivamente non vanno male, anzi; ad eccezione di qualche settore produttivo ed un eccessivo turnover di aperture/chiusure, in particolare critica è la situazione del commercio, problema che si sta trascinando da diversi anni a questa parte e su cui bisognerebbe avere maggiore attenzione. Certamente dati aggiornati si possono trovare sul sito camerale (Osserfare) della CCIAA Frosinone-Latina, ma il senso ultimo della situazione non muta.
Nel secondo trimestre del 2025 il tasso di crescita delle imprese nella provincia si attesta a +0,62%, sintomo di una tenuta della demografia d’impresa nonostante sfide economiche internazionali.
A livello regionale, il Lazio si conferma primo in Italia per crescita delle imprese nel trimestre con +0,79%, mentre Latina guida le province del Sud Lazio.
Interessanti sono anche i dati relativi al tessuto imprenditoriale femminile. Al 31 dicembre 2024 nella provincia di Latina si contano 14.483 imprese femminili, pari al 25,5% del totale delle imprese. Il dato di Latina si colloca al quindicesimo posto a livello nazionale per tasso di femminilizzazione delle imprese, un elemento di rilievo nel contesto produttivo locale.
Secondo i dati Movimprese su startup innovative, la provincia di Latina vede 49 start‑up innovative attive, collocandosi nella fascia delle province italiane con presenza di nuove imprese tecnologiche. Ricordiamo che la Regione Lazio sta facendo molto per supportare questo segmento, con interventi e contributi finanziari importanti.
Certamente noi possiamo analizzare, confrontare e confrontarci, presentare proposte ma essenziale è poi la “volontà” politica ma, ancor più, la “sensibilità politica” di una compagine amministrativa che, non dimentichiamocelo, è fatta di uomini e donne con una loro professionalità ed una propria storia.
“La politica economica –ci dice JM Keynes- dovrebbe essere guidata dalla ragione e non dall’ideologia; l’obiettivo deve essere il benessere della collettività…”









