“Banca d’Italia, il Comune di Latina rilevi l’edificio”. Pressing di Moscardelli

L’ultimo appello per salvare l’edificio pontino della Banca d’Italia arriva da Moscardelli.

Dall’ex Banca d’Italia all’ex Catasto, l’immobilismo del Comune di Latina rischia di favorire la gestione privata degli immobili all’interno del nucleo di fondazione.

L’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Coletta, sin dal suo insediamento, ha valutato la possibilità di acquisire al proprio patrimonio lo storico edificio di piazza della Libertà, di proprietà del Demanio, senza tuttavia fare passi concreti in questa direzione nei tre anni compiuti di governo.

Più recentemente, l’assessore Emilio Ranieri con delega al Patrimonio ha dichiarato, in commissione Trasparenza, l’intenzione dell’amministrazione di rilevare la sede dell’ex Catasto, limitrofa al Comune, attualmente di proprietà privata.

Ma a quanto pare entrambe le iniziative si rivelano ad oggi solo “chiacchiere”, se è vero come è vero che la pubblica amministrazione si misura con gli atti.

In questi giorni l’ex sindaco Vincenzo Zaccheo ha paventato il rischio che l’edificio che ospitava l’ex Banca d’Italia, venduto a un privato, possa essere utilizzato a fini commerciali, snaturandone il valore pubblico per il quale è stato concepito e impedendo la rivitalizzazione del centro storico con centri aggregativi di spessore culturale e sociale. Per l’ex primo cittadino sarebbe indispensabile una delibera di Consiglio comunale per disciplinare urbanisticamente quel solo isolato su cui insiste l’edificio della Banca d’Italia attribuendogli una destinazione a “servizi generale con la specificità di servizi universitari”.

“Forse Zaccheo esagera nel sostenere che l’immobile ad oggi possa accogliere un centro commerciale dal momento che la sua destinazione è già a servizi generali, ma è giusta la preoccupazione futura perché chi acquista, prima o poi, dovrà fare cassa e l’amministrazione che verrà potrà concedergli un cambio di destinazione d’uso”, ha affermato l’ex senatore Claudio Moscardelli. “Per questa ragione dico ok anche alla delibera suggerita da Zaccheo – ha aggiunto -, ma è fondamentale che il Comune si attivi per acquistare lo stabile. Occorrono tre/quattro milioni di euro. La cifra per un Comune come quello di Latina non è eccessiva e un mutuo non mi sembra impossibile”.

“Quando mi sono candidato l’ultima volta a sindaco di Latina – ha continuato Moscardelli – sostenni che Palazzo M dovesse essere utilizzato per finalità culturali, pensando ad una sede per la biblioteca universitaria e per la biblioteca comunale. In occasione dell’insediamento dell’amministrazione Coletta e l’imminente dismissione della Banca d’Italia suggerii al sindaco di non lasciarsi sfuggire l’occasione di acquisire l’immobile di piazza delle Libertà dove la Guardia di Finanza avrebbe potuto trasferirsi. In questo modo il Comune avrebbe potuto ottenere la disponibilità di Palazzo M, di proprietà del Demanio, per finalità culturali. Insomma, al prezzo di tre/quattro milioni di euro, il Comune avrebbe potuto disporre di conseguenza di Palazzo M, edificio di maggiore pregio di quello della Banca d’Italia”.

“Io stesso – ha raccontato Moscardelli – accompagnai l’assessore Giulio Capirci di Lbc, all’epoca con delega al Patrimonio, a parlare con il direttore generale del Demanio. C’erano buone possibilità di portare a termine l’operazione. Recentemente ho chiesto se c’erano novità su questo fronte, ma mi è stato risposto che il Comune non ha soldi”.

Dunque, se si continua a temporeggiare il rischio è che qualcun altro arrivi prima dell’ente comunale. Vincolare nel frattempo la destinazione d’uso, come suggerito da Zaccheo, sembra convincere anche Moscardelli.

L’assessore Ranieri, fuori città in questi giorni, accenna ad una complessità della faccenda legata alla Banca d’Italia, mentre anticipa che per il palazzo dell’ex Catasto potrebbe esserci presto un sopralluogo congiunto di Comune, proprietà e Agenzia del Demanio.

A settembre del 2018, l’assessore Ranieri si è fatto promotore di un’istanza rivolta al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, alla Soprintendenza e all’Agenzia del demanio per il trasferimento gratuito al patrimonio comunale di alcuni beni di proprietà dello Stato. Cinque in tutto: la Casa dei Cursori, l’ex Teti, l’ex Enal di Latina Scalo, la Casa del Combattente e il Circolo Cittadino. La finalità era quella di valorizzare i beni storici della città. L’assessore tornerà a Latina la prossima settimana e siamo certi che non mancherà di fornire aggiornamenti su questi argomenti.

 

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