In casa nascondeva un vero e proprio arsenale con armi, coltelli e lame, oltre a svariati grammi di marijuana e cocaina. È quanto hanno scoperto gli uomini della Polizia di Stato una volta entrati nell’appartamento dove, per ore, Giovanni Costa si era barricato dopo aver minacciato e aggredito con un fucile un vicino di casa. Quella che era iniziata come una drammatica e tesa cronaca cittadina, con il quartiere isolato e il timore di una strage, si è trasformata in un caso giudiziario ben più inquietante. Se le prime informazioni parlavano di una generica minaccia con un fucile, i successivi accertamenti hanno rivelato una realtà ben diversa.
Il blitz e la successiva perquisizione domiciliare, scattati immediatamente dopo la cattura dell’uomo, sono stati condotti con il supporto fondamentale degli artificieri e delle unità cinofile antiesplosivo. All’interno delle stanze, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato due armi da fuoco artigianali: un manufatto idoneo a sparare cartucce calibro 12, considerato un’arma clandestina a tutti gli effetti, e un secondo fucile anch’esso di fabbricazione artigianale. Accanto a queste, l’uomo custodiva una ricca collezione di lame, tra cui due pugnali, un coltello a farfalla, uno da lancio e un coltello a serramanico. Non mancavano poi riproduzioni fedeli e armi da soft air, come un mitragliatore e una pistola tipo 44 Magnum entrambi dotati di caricatore, due fucili ad aria compressa, le repliche di una pistola semiautomatica e di una pistola antica, e persino la riproduzione di una bomba a mano. Insieme a questo arsenale e a un trapano, presumibilmente utilizzato per le modifiche strutturali degli oggetti, sono stati trovati circa 1,65 grammi di cocaina e 1,7 grammi di marijuana, quantità verosimilmente destinate all’uso personale.
La scoperta di una simile quantità di armi, pronte all’uso o modificabili, rende ancora più evidente il valore dell’operazione. Il soggetto, considerato ad altissimo potenziale offensivo, è stato convinto a consegnarsi grazie al delicato intervento del Team Negoziatori della Polizia di Stato, coordinato dalla dott.ssa Anna Tocci e istituito nell’ambito del progetto nazionale U.O.P.I. Gli specialisti hanno dialogato per ore nel buio con l’uomo, riuscendo a disinnescare la tensione e a stabilire un contatto emotivo. Alle ore 04:33 del mattino è arrivata la svolta decisiva: il soggetto ha seguito le indicazioni dei mediatori, è uscito spontaneamente di casa e si è consegnato agli uomini delle Volanti e della Squadra Mobile senza opporre alcuna resistenza.
Per l’uomo si sono spalancate le porte del carcere. È stato tratto in arresto con la pesante accusa di detenzione illegale di arma clandestina e contestualmente denunciato a piede libero per procurato allarme, lesioni e minacce in relazione all’aggressione del vicino. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro per i successivi accertamenti tecnici e investigativi.









