90 anni del borgo e 90 anni di vita. Una cifra tonda che unisce la storia di Borgo Montenero, ultimo borgo di fondazione degli anni ’30 nel cuore dell’Agro Redento, a quella dei suoi tre “leoni”: Benito Mastracci, Graziella Nunziata e Luigi Cucchiaro.
Una comunità nata con la colonizzazione veneta e friulana e cresciuta con la seconda ondata migratoria campana, oggi cuore produttivo di ortaggi, soprattutto zucchine, che hanno ottenuto anche il marchio europeo.
Grande festa con le famiglie Cucchiaro e Lamberti e parenti arrivati da Potenza, Cava de’ Tirreni, Pompei e dai comuni pontini per celebrare i novantenni e il borgo, il cui nucleo centrale è ancora perfettamente conservato nello stile razionalista del ‘900.
Simbolo di questa storia è Luigi Cucchiaro, classe 1936, nativo di Scafati. Arrivato nel 1954 seguendo uno zio con il messaggio “se avete voglia di lavorare, venite qui”, trova terra sabbiosa a La Cona, una casa piccola e tanto lavoro: noccioline americane, cavoli, pascolo per le vacche.
“Appena arrivato gli occhi si sono riempiti di un mare di terra da lavorare. Era una specie di Far West”, racconta. Poi la svolta: contro la riottosità del padre compra un motore e 200 metri di tubi per l’irrigazione, intuendo che il mercato di Fondi stava cambiando.
Arriva l’acquisto di 11 ettari, poi il cocomero negli anni ’60, con i campani che convincono anche i veneti. Nel 1970 il salto: riscatta un terreno in Migliara 58, suo. Prima tabacco, poi garofani, infine le zucchine e le serre.
Accanto a lui Anna Lamberti, il matrimonio, i figli Francesco (1965) e Carlo, oggi soci di un’azienda hi-tech per l’agricoltura, e Patrizia.
“La vita? È un’avventura. Una fantastica avventura da vivere coltivando la terra”, dice Luigi.









