Bisognerà attendere ancora per dare un nome al corpo senza vita rinvenuto nelle acque di Ponza nella mattinata di sabato. Il cadavere, individuato da un sub durante un’immersione nei pressi dell’isola di Gavi, si trovava in condizioni tali da rendere impossibile qualsiasi riconoscimento immediato.
Dopo la segnalazione, sul posto sono intervenuti tempestivamente i militari della Guardia Costiera e il personale sanitario del 118, che hanno provveduto al recupero della salma e al successivo trasferimento all’obitorio dell’ospedale di Cassino, dove verranno eseguiti gli accertamenti medico-legali.
Le condizioni del corpo sono apparse fin da subito estremamente compromesse: il lungo periodo trascorso in acqua e l’azione della fauna marina hanno reso il cadavere irriconoscibile, tanto da non consentire, allo stato attuale, nemmeno di stabilire con certezza il sesso della persona.
Sarà dunque l’autopsia, già disposta dalla Procura di Cassino, a fornire i primi elementi utili per delineare un’identità e chiarire le cause del decesso tramite l’analisi dei denti.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti prende quota quella che possa trattarsi di una persona dispersa in mare, forse una delle vittime delle rotte migratorie nel Mediterraneo, il cui corpo sarebbe stato trasportato dalle correnti fino all’arcipelago pontino.
Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di una pista investigativa: gli accertamenti in corso dovranno stabilire con precisione ogni dettaglio, in un quadro ancora avvolto da molte incognite.








