Carri, Di Cocco chiarisce: “Errore di valutazione, mai parlato di benestare formale”

Dopo la nota diffusa dalla Curia e il conseguente dibattito in città, arriva il chiarimento ufficiale di Di Cocco sulla vicenda legata alla sfilata dei carri allegorici. Una presa di posizione netta, con l’assunzione di responsabilità rispetto a quanto accaduto e la volontà dichiarata di ristabilire un clima di correttezza istituzionale.

Il chiarimento giunge a seguito del colloquio telefonico intercorso nel pomeriggio di ieri con il portavoce della Curia e dopo la smentita relativa all’asserito benestare all’iniziativa. Di Cocco interviene pubblicamente per precisare la propria posizione e chiarire i passaggi che hanno generato l’equivoco.

“Desidero intervenire per chiarire pubblicamente quanto già rappresentato nel colloquio telefonico intercorso nel pomeriggio con il portavoce della Curia, in merito alla vicenda richiamata nella nota diffusa in data odierna. Alla luce di quanto precisato dalla Curia, riconosco di aver interpretato in modo non corretto il contenuto delle interlocuzioni avvenute nelle settimane precedenti con riferimento alla sfilata dei carri allegorici. Me ne assumo pienamente la responsabilità. Non vi è mai stata, né è stata mia intenzione rappresentare, l’esistenza di un benestare formale da parte della Curia, che come chiarito non è stato concesso. L’errore è stato esclusivamente di valutazione nell’aver ritenuto che il clima di dialogo potesse configurare un’autorizzazione, circostanza che non sussisteva. Non vi è stato alcun intento di forzare o strumentalizzare posizioni altrui.
Era mia intenzione contribuire a offrire alla città un momento di gioia e condivisione, nella convinzione che iniziative come la sfilata potessero rappresentare un’occasione positiva per la comunità. Resta fermo che ogni iniziativa deve svolgersi nel pieno rispetto delle prerogative e delle competenze delle istituzioni coinvolte.
Ribadisco il rispetto per l’autonomia della Diocesi e per il ruolo che essa svolge nella comunità cittadina, confermando la volontà, per quanto di mia competenza, di mantenere un rapporto improntato a correttezza istituzionale, leale collaborazione e piena trasparenza, nell’interesse della città di Latina”.

Parole che segnano un passaggio importante nella vicenda. Di Cocco chiarisce di aver frainteso il senso delle interlocuzioni, escludendo qualsiasi volontà di attribuire formalmente alla Curia un’autorizzazione che, come precisato, non è mai stata concessa.

Il caso, che nelle ultime ore ha acceso il confronto pubblico a Latina, trova dunque un punto fermo: nessun benestare formale, ma un’interpretazione ritenuta errata dallo stesso Di Cocco, che rivendica la buona fede e ribadisce l’intento di promuovere un’iniziativa pensata come momento di aggregazione per la comunità.

La vicenda si inserisce in un contesto cittadino particolarmente sensibile al rapporto tra istituzioni civili e realtà ecclesiastica. E proprio su questo piano, nel passaggio conclusivo della sua dichiarazione, Di Cocco insiste sul rispetto dell’autonomia della Diocesi e sulla necessità di mantenere un dialogo fondato su correttezza e trasparenza, nell’interesse di Latina.