La vicenda della Casa del Combattente di piazza San Marco approda in Consiglio comunale. Il capogruppo della Lega, Vincenzo Valletta, ha annunciato la presentazione di una mozione per chiedere un intervento dell’amministrazione comunale a tutela della storica sede che, da decenni, ospita le associazioni combattentistiche e d’arma del territorio.
Il caso riguarda in particolare l’Associazione Nazionale Bersaglieri di Latina, sezione “Egidio Migliorin”, costretta a lasciare gli spazi della Casa del Combattente. Una decisione che ha provocato amarezza e preoccupazione, anche per il valore simbolico del luogo e per il ruolo svolto negli anni dai Bersaglieri nella vita civile e istituzionale della città.
“Esprimo la mia più sincera solidarietà e vicinanza all’Associazione Nazionale Bersaglieri di Latina e al presidente Claudio Benacquista per la dolorosa decisione di lasciare la storica sede della Casa del Combattente di Piazza San Marco”.
Lo dichiara il consigliere comunale di Latina e capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Vincenzo Valletta, intervenendo sulla vicenda che ha coinvolto la Sezione ANB “Egidio Migliorin”.
“Le parole del presidente Benacquista raccontano non solo l’amarezza di un’associazione costretta ad abbandonare il proprio luogo simbolo, ma anche il senso di delusione di chi, da decenni, custodisce e tramanda valori fondamentali come il servizio alla Patria, la memoria storica, il sacrificio e la solidarietà. I Bersaglieri di Latina rappresentano un presidio morale e civico per l’intera comunità cittadina e meritano rispetto, sostegno e riconoscenza per il lavoro quotidiano che svolgono a favore della collettività”.
Secondo Valletta, la questione non riguarda soltanto la disponibilità di una sede, ma il riconoscimento concreto del contributo offerto dalle associazioni d’arma alla comunità, anche attraverso la presenza costante nelle cerimonie pubbliche, civili e commemorative.
“È inaccettabile – prosegue Valletta – che associazioni combattentistiche e d’arma, che da sempre collaborano con le istituzioni durante le cerimonie civili, commemorative e patriottiche, vengano oggi messe nelle condizioni di non poter più sostenere i costi necessari per mantenere operative le proprie sedi storiche”.
Da qui l’invito rivolto al Comune di Latina ad aprire un confronto con l’Agenzia del Demanio, proprietaria dell’immobile, per verificare possibili soluzioni amministrative e istituzionali.
“Per questo rivolgo un appello al Sindaco e all’amministrazione comunale affinché si attivino immediatamente presso l’Agenzia del Demanio, aprendo un’interlocuzione seria e concreta per individuare una soluzione che consenta alla Casa del Combattente di continuare a ospitare, come avviene da decenni, le associazioni combattentistiche e d’arma del territorio”.
Valletta ha quindi annunciato l’iniziativa politica che sarà portata all’attenzione dell’aula consiliare, con l’obiettivo di costruire un fronte il più possibile ampio attorno alla tutela della Casa del Combattente.
“Come capogruppo della Lega – aggiunge Valletta – sto presentando una mozione in Consiglio comunale, aperta alla sottoscrizione e al contributo di tutti i consiglieri che vorranno condividere questa battaglia istituzionale, per impegnare formalmente il Sindaco e la Giunta ad attivarsi con urgenza nei confronti dell’Agenzia del Demanio e di tutti gli enti competenti, al fine di salvaguardare la presenza delle associazioni combattentistiche e d’arma all’interno della Casa del Combattente e individuare ogni possibile soluzione amministrativa e istituzionale utile a garantire la continuità delle loro attività”.
Per il capogruppo leghista, la permanenza delle associazioni nella sede storica rappresenta una questione di memoria e identità cittadina.
“La Casa del Combattente non è soltanto un immobile: è un luogo identitario, simbolo della memoria collettiva cittadina e della storia nazionale. Difendere questi spazi significa difendere la nostra storia, il valore delle Forze Armate e il patrimonio morale delle associazioni che ogni giorno mantengono vivo il legame tra le istituzioni e i cittadini”.
“Mi auguro – conclude Valletta – che si possa trovare rapidamente una soluzione condivisa per evitare che Latina perda un importante punto di riferimento storico, culturale e associativo”.









