Udienza ricca di colpi di scena e questioni preliminari nel processo sul presunto condizionamento della gara per l’assegnazione dei chioschi sul lungomare di Sabaudia. Al centro dell’attenzione è finita la richiesta avanzata dai legali del principale imputato, l’ex vicesindaco Giovanni Secci, che hanno presentato istanza per l’annullamento della misura cautelare degli arresti domiciliari.
L’istanza difensiva si fonda sulla recente pubblicazione dell’atto comunale con cui sono stati ufficialmente affidati tre lotti delle strutture balneari. Secondo la tesi della difesa, l’avvenuta aggiudicazione del bando farebbe infatti decadere le esigenze cautelari legate al rischio di reiterazione del reato e all’eventuale interferenza dell’ex amministratore nelle procedure pubbliche.
Il giudice monocratico Elena Sofia Ciccone si è riservato una decisione che verrà resa nota nei prossimi giorni. Il dibattimento riprenderà il 21 settembre, data entro la quale le difese dei tre imputati — tra cui figurano anche i dipendenti comunali Giuseppe Caramanica ed Elisa Cautilli, accusati a vario titolo di turbativa d’asta per i fatti risalenti al 2025 — potranno eventualmente richiedere l’accesso a riti alternativi. Per tutte le persone coinvolte vige il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.









