Negli ultimi due mesi, una serie di controlli mirati condotti nelle aree portuali e lungo il litorale di competenza ha portato all’accertamento di numerose violazioni in materia di gestione dei rifiuti e smaltimento dei reflui industriali, con sanzioni complessive che superano i 90mila euro.
Le attività ispettive, svolte in collaborazione con i tecnici dell’Arpa Lazio, hanno interessato sia soggetti privati sia attività produttive. Gli accertamenti hanno fatto emergere diverse criticità ambientali, in alcuni casi potenzialmente dannose per l’ecosistema marino. Tra le irregolarità riscontrate, la gestione non conforme di residui derivanti da lavorazioni meccaniche e lo smaltimento improprio di sostanze chimiche, con il rischio di contaminazione degli specchi acquei.
Particolarmente significativo l’intervento effettuato all’interno del porto di Gaeta, dove il titolare di un’attività cantieristica è stato ritenuto responsabile di gravi violazioni delle normative ambientali. Il Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Capitaneria ha elevato sanzioni amministrative fino a 90mila euro, trasmettendo gli atti agli organi competenti per gli ulteriori provvedimenti previsti dalla legge.
I controlli si sono estesi anche ad altri territori della provincia. Nei Comuni di Fondi e Gaeta sono state accertate irregolarità nella gestione di due impianti di depurazione delle acque pubbliche, con multe per un totale di 14mila euro. A Cassino, invece, tre soggetti sono stati sanzionati per violazioni ambientali per complessivi 20mila euro; nei loro confronti sono state inoltre impartite prescrizioni specifiche per il ripristino delle condizioni di conformità normativa.









