Coronavirus, è guarito l’ex sindaco di Sabaudia Salvatore Schintu

L'ospedale Santa Maria Goretti di Latina

L’ex sindaco di Sabaudia ha vinto la sua battaglia contro il coronavirus. Salvatore Schintu è stato dimesso oggi (20 aprile 2020), con trasferimento in isolamento. Era stato colpito dal Covid-19 per primo in città, il 14 marzo scorso. Tac e tampone avevano confermato la diagnosi.

Dopo un primo ricovero in Malattie infettive, si è aggravato ed è stato trasferito in Medicina d’urgenza, dove, dopo alcune valutazioni comparative, è stata scelta l’opzione della ossigeno terapia con un casco realmente salvavita, applicato per un paio di settimane. Poi la svolta, pian pianino: ossigenoterapia con maschera di Venturi.

“Nostro padre – ha spiegato in una nota il figlio – desidera esprimere alcune considerazioni. Sia la sua vicenda personale che i casi dei pazienti con lui ricoverati, rivelano l’intelligente intuito del direttore generale Giorgio Casati e dell’assessore alla sanità della regione Lazio Alessio D’Amato che in pochi giorni hanno realizzato una struttura, basata su più reparti, in grado di assistere su più livelli i malati Covid.

Tale intervento è stato complesso. Nostro padre da paziente medico, ha potuto apprezzare la riorganizzazione dei reparti in termini di medici, personale paramedico, servizi laboratoristici, radiologici e strutturale e logistica, nonché l’utilizzo di tutte le terapie ritenute più idonee secondo le più recenti evidenze.

Il dottor Schintu infine, ma non per ultimo, sa che deve la sua vita al personale medico e paramedico. Innanzi tutto ringrazia la dorettoressa Licthner, primario di malattie infettive che lo ha accolto in ospedale, il dottor Aiuti, primario di Medicina D’urgenza, di cui ricorda i tanti segni di incoraggiamento a non mollare, i dirigenti medici come il dottor Romeo, persona meravigliosa sia per la professionalità ma anche perché chiamava ogni giorno i familiari di tutti i pazienti, dando informazioni e conforto, la dottoressa Di Rosa e tanti altri medici che si sono prodigati con professionalità e umanità.

Ma nostro padre vuole manifestare grande affetto, ringraziamento e riconoscenza verso i paramedici di tutti e tre i reparti dove è stato ricoverato. Donne e uomini bravissimi, professionali, che lo hanno  sostenuto anche nei momenti più difficili. Ora osserverà le procedure previste dalla legge per il rientro in servizio, dovrà recuperare un po’ di forma fisica dopo il lungo allettamento, 37 giorni. Tutta la nostra famiglia vuole infine testimoniare l’apprezzamento al sindaco di Sabaudia per il lavoro della protezione civile, collegamento tra casa e il reparto di degenza, oltre che quello di paramedici amici che lo hanno voluto aiutare costantemente. Grazie anche dell’affettuosa testimonianza degli amici di nostro padre sia sui social che in privato”.