Visite ed esami costeranno di più. Da oggi entrano in vigore in tutto il Lazio, comprese le province di Latina e Frosinone, i nuovi tariffari del Servizio Sanitario Nazionale previsti dal cosiddetto “decreto tariffe”.
Il provvedimento ritocca al rialzo oltre 600 voci: 448 riguardano la specialistica ambulatoriale tra visite ed esami, altre 222 l’assistenza protesica.
A lanciare l’allarme è l’associazione Codici, che ha calcolato un rincaro medio del 5,8%.
Quanto aumentano le visite più comuni
Alcuni esempi concreti segnalati da Codici:
- Agoaspirato della mammella: da 31,25 euro a 36,50 euro
- Prima visita cardiologica con ECG: da 33,60 euro a 38 euro
- Prima visita specialistica (endocrinologica, ginecologica, ortopedica): da 25 a 26 euro
Ma ci sono settori dove l’impennata è molto più pesante: +52,5% per la diagnostica vascolare, +16,8% per le biopsie, +13,3% per l’elettromiografia e +12,8% per i prelievi.
«Il rischio è che le tensioni geopolitiche si scarichino ancora una volta sulle tasche dei cittadini», denuncia Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici.
Secondo l’associazione, infatti, guerre e crisi internazionali stanno facendo lievitare i costi di energia, materie prime e dispositivi medici, e parte di questi aumenti finisce in bolletta sanitaria.
Cosa non cambia
Va ricordato che la maggior parte delle prestazioni di routine non cambia prezzo e che resta il tetto massimo di 36,15 euro a ricetta, che in alcuni casi ammortizza l’aumento.
Restano fuori dai rincari tutti gli esenti: per reddito, per patologia, per invalidità, per disoccupazione, le donne in gravidanza e chi rientra nei programmi di screening.
Per Codici, però, non basta aggiornare le tariffe: servono più investimenti su personale, prevenzione e abbattimento delle liste d’attesa. L’associazione continuerà a monitorare e raccogliere segnalazioni dei cittadini.









