Desirée, udienza fiume: parlano in lacrime la mamma, la nonna e le zie

Udienza lunga e difficile oggi (22 gennaio), nell’ambito del processo per l’omicidio di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna trovata morta in un immobile abbandonato a Tor san Lorenzo a Roma.

Hanno parlato la madre della giovane, Barbara Mariottini, la zia Serena, la zia Michela e la nonna Patrizia Massoli. Sono stati poi sentiti altri due testimoni, due donne che abitavano nella zona e che ne hanno descritto l’estremo degrado.

La mamma della 16enne ha ripercorso la storia di Desirée, nata con un disagio fisico, una gamba più corta di 2 centimetri che la rendeva claudicante. Da bambina, nonostante fosse già molto bella, aveva subito per questo atti di bullismo, già dalle elementari. Nonostante il suo metro e ottanta una ragazza fragile. La madre scopre che fa uso di hashish e si preoccupa: la vorrebbe ricoverare in comunità. Chiede consiglio a tanti e le dicono che non è poi così grave, di lasciarle un po’ di spazio. Il suo istinto di madre però non sbagliava e così arriva, tra le lacrime – quelle che righeranno anche il volto delle zie e della nonna della ragazzina durante tutta l’udienza – alla sera che Desirée sparisce.

Non riescono a mettersi in contatto con lei, tutta la famiglia la cerca, vengono avvisate le forze dell’ordine. La zia Serena torna da Roma, dove lavora, nel capoluogo. Nessuno di loro aveva idea che fosse proprio nella Capitale. La cercano ovunque, alle autolinee, alla stazione di Latina Scalo, chiamano tutte le amiche. In quelle ore Desirée è in agonia. Per tutta la notte la sua famiglia trema e spera, fino a quando all’alba i carabinieri dicono loro di tornare a Cisterna e danno loro la drammatica notizia. Desirée è stata trovata, ma è morta.

Il 27 gennaio prossimo sarà sentito il nonno della ragazza, il padre, tre agenti della squadra mobile e i medici legali che hanno svolto l’autopsia.

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