Estate Latina 2026, è polemica sul bando: dopo il PD attacca anche Ranaldi

Continua ad allargarsi il fronte delle critiche nei confronti del bando “Estate Latina 2026” promosso dall’amministrazione comunale. Dopo l’intervento dei consiglieri del Partito Democratico Valeria Campagna e Leonardo Majocchi, che avevano denunciato l’assenza di un reale sostegno alle associazioni culturali, ora ad alzare la voce è anche il consigliere comunale di PerLatina2032 Nazzareno Ranaldi.

Insomma, il bando estivo sembra non piacere a nessuno. Da più parti arrivano osservazioni che puntano il dito contro costi, responsabilità e incertezze che, secondo le opposizioni, rischiano di scoraggiare proprio quelle associazioni e realtà culturali chiamate ad animare la città durante la stagione estiva.

Ranaldi parla di un avviso pubblico caratterizzato da “gravi lacune” e annuncia la presentazione di un’interrogazione consiliare. Tra i punti contestati c’è innanzitutto la mancanza di chiarezza sui contributi economici eventualmente concessi dal Comune. Nel bando, infatti, non viene indicato alcun importo né vengono specificate modalità e criteri di assegnazione di possibili finanziamenti.

Nel mirino del consigliere finiscono anche i costi tecnici degli eventi. Secondo Ranaldi, l’amministrazione garantirebbe soltanto il palco, senza alcun riferimento a impianti audio e luci, lasciando tali spese completamente a carico dei proponenti. Una situazione che, a suo giudizio, renderebbe difficile la sostenibilità economica di concerti, spettacoli e manifestazioni.

Critiche anche al sistema di valutazione previsto dal bando. La gratuità degli eventi assegna infatti un punteggio aggiuntivo in graduatoria, ma per Ranaldi si tratta di un meccanismo penalizzante per chi, dovendo sostenere costi elevati, sarebbe costretto a prevedere un biglietto d’ingresso per coprire almeno parte delle spese organizzative.

Altro aspetto contestato riguarda il peso delle responsabilità che ricadrebbero sugli organizzatori. Autorizzazioni, sicurezza, coperture assicurative, eventuali danni a persone o cose e numerosi altri adempimenti sarebbero infatti interamente a carico dei soggetti proponenti, con il Comune che si solleverebbe da gran parte delle responsabilità.

Non mancano poi osservazioni sulle tempistiche. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 21 giugno, mentre il calendario degli eventi decorre formalmente dal 1° giugno. Una circostanza che, secondo l’esponente di opposizione, evidenzia un ritardo nella programmazione e lascia tempi ridotti per organizzare iniziative di qualità.

Ranaldi segnala inoltre alcune incongruenze tecniche nella tabella dei punteggi e una serie di clausole che consentirebbero all’amministrazione di modificare o annullare il calendario senza particolari conseguenze, mentre eventuali variazioni richieste dagli organizzatori potrebbero comportare la perdita di contributi.

“Promuovere eventi culturali e turistici è un obiettivo che condividiamo – conclude Ranaldi – ma un bando che non garantisce supporto tecnico essenziale, non quantifica i contributi economici e trasferisce quasi tutti i rischi sui proponenti non favorisce la partecipazione, la scoraggia”.

Una posizione che si aggiunge a quella già espressa dal Partito Democratico e che alimenta ulteriormente la polemica attorno a un bando che, almeno per il momento, sembra mettere d’accordo le opposizioni più che il mondo associativo chiamato a partecipare.