La vicenda giudiziaria che vede coinvolto un quarantenne di Fondi ha raggiunto una tappa decisiva con la decisione del gup Mara Mattioli di disporre il rinvio a giudizio per l’uomo, accusato di aver compiuto ripetute violenze sessuali ai danni della nipote all’epoca dei fatti appena undicenne.
Il quadro accusatorio delineato dal pubblico ministero Francesco Caporotondo descrive un periodo di sofferenza per la vittima compreso tra i mesi di marzo e agosto del 2023, durante il quale l’imputato avrebbe approfittato della fiducia del fratello che gli affidava la figlia per potersi recare al lavoro. Gli episodi contestati si sarebbero verificati in diverse abitazioni tra le città di Fondi, dove la famiglia risiede abitualmente, e Monterotondo, in provincia di Roma, trasformando quelli che dovevano essere luoghi sicuri in scenari di abuso e prevaricazione.
Secondo quanto emerso dal capo di imputazione, l’uomo avrebbe costretto la bambina a subire atti sessuali contro la sua volontà, arrivando persino a mostrarle materiale pornografico e, in una circostanza specifica, una propria fotografia nudo per piegarne la resistenza. Il muro di silenzio si è rotto soltanto quando la ragazzina ha trovato il coraggio di riferire ai propri familiari i dettagli sconcertanti di quanto accadeva durante le ore trascorse da sola con lo zio paterno, figura che fino a quel momento era considerata la più affidabile e protettiva all’interno della cerchia familiare.
La denuncia sporta dai genitori ha dato il via a una delicata attività d’indagine condotta dai Carabinieri di Fondi in stretta sinergia con la Procura di Latina, che ha portato all’ascolto della minore in sede di incidente probatorio davanti al gip. In tale occasione, supportata da consulenti tecnici che hanno redatto una perizia specifica confermando l’attendibilità delle sue dichiarazioni, la giovane ha ripercorso i momenti drammatici vissuti, permettendo agli inquirenti di consolidare l’impianto probatorio.
La difesa dell’uomo è stata affidata all’avvocato Mastrobattista. Attualmente la vittima, che porta ancora i segni di un trauma psicologico che ha inevitabilmente condizionato il suo regolare iter scolastico, sta cercando di riprendere in mano la propria vita grazie a un costante supporto terapeutico specializzato.
Nel frattempo il padre della minore si è costituito parte civile nel processo attraverso l’avvocato Feula per tutelare gli interessi della figlia in vista del dibattimento che si aprirà ufficialmente il prossimo 4 giugno davanti al Tribunale di Latina. In quella sede verranno vagliate tutte le prove prodotte dalle parti per accertare le responsabilità del quarantenne, chiamato a rispondere del reato di violenza sessuale su minore di quattordici anni con l’aggravante del legame di parentela.









