Un vuoto identitario durato ben undici anni si è colmato nel pomeriggio di ieri, sabato 30 maggio, regalando alla comunità di Maranola un momento di straordinaria commozione. Il prezioso “Bambinello di Sant’Antonio”, una pregevole scultura lignea policroma della fine del XVIII secolo, è finalmente tornato a casa.
La statua era stata sottratta alla devozione dei fedeli nel maggio del 2015 a seguito di un doloroso furto sacrilego nella chiesa della Santissima Annunziata.
Il ritorno del simulacro è il frutto di un’operazione lampo condotta dai carabinieri della stazione di Genzano di Lucania (Potenza). I militari, monitorando i siti di compravendita online, hanno intercettato una transazione sospetta. Capito che l’opera stava per sparire di nuovo, hanno fatto scattare una perquisizione d’urgenza in un’abitazione privata.
Il Bambinello è stato trovato già meticolosamente imballato e pronto per essere spedito all’estero a un acquirente ignoto, che aveva già pagato il pezzo. Se l’opera avesse varcato i confini nazionali, sarebbe andata perduta per sempre nei circuiti del collezionismo privato.
La conferma definitiva della sua identità è arrivata grazie alla banca dati del comando carabinieri tutela patrimonio culturale, che ha incrociato i dati del furto avvenuto a Maranola nella notte tra il 7 e l’8 maggio 2015.
Il rientro dell’opera è stato coordinato con le autorità ecclesiastiche per farlo coincidere con l’inizio dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova. Il simulacro è arrivato nel tardo pomeriggio in zona Montagnano.
In Piazza A. Ricca, il Capitano Marco Capasso, comandante della compagnia di Venosa e i militari di Genzano di Lucania hanno consegnato la statua al parroco Don Gerardo Petruccelli, alla presenza del capitano Antonio Sarno della compagnia di Formia e di una folla visibilmente emozionata.
Le celebrazioni sono culminate con la Messa solenne presieduta dall’Arcivescovo di Gaeta, S.E. Mons. Luigi Vari, e con l’inaugurazione della mostra storica “I Bambinelli Maranolesi” presso la chiesa di Sant’Antonio.









