Fratelli d’Italia chiede al Governo la riduzione degli obblighi di bilancio ai piccoli comuni

Giovanni Tria

Un’altra interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia in soccorso delle piccole municipalità. Primo firmatario è il senatore pontino Nicola Calandrini. L’interrogazione rivolta al ministro dell’Economia Giovanni Tria è sottoscritta anche dai senatori Stefano Bertacco, Daniela Garnero Santanchè, Antonio Iannone, Gianpietro Maffoni, Isabella Rauti, Adolfo Urso. L’iniziativa è volta a chiedere al Governo la semplificazione degli obblighi per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.

Nicola Calandrini

“L’attuale normativa di finanza e bilancio per gli enti locali – si legge nel testo dell’interrogazione – prevede, anche per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, l’obbligo della predisposizione del rendiconto economico e patrimoniale, pena la nullità del consuntivo, con le gravi conseguenze che ne derivano e che possono portare allo scioglimento del Consiglio comunale. Tale adempimento risulta essere particolarmente gravoso per i comuni di dimensioni più ridotte, stante le poche risorse umane a loro disposizione e la complessità di questa faticosa incombenza che, come dichiarato, peraltro, dal Presidente dell’Anci, risulta, ‘antieconomica a fronte di benefici informativi esigui”.

Nell’interrogazione i senatori ricordano che a più voci, in particolare in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, era stata richiesta almeno una proroga della scadenza di tale adempimento fissato al 30 aprile, proroga senza la quale migliaia di piccoli comuni rischiavano e rischiano di incappare in vincoli non secondari e di vedersi applicare gravissime sanzioni.

“In questo periodo dell’anno – spiega il senatore di FdI – i piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti si trovano nella difficile situazione di dover predisporre il rendiconto economico e patrimoniale, pena sia la nullità del consuntivo sia la possibilità di avere gravi conseguenze che potrebbero portare fino allo scioglimento del Consiglio comunale. Un onere molto gravoso per i Comuni di dimensioni ridotte che possono contare su poche risorse umane. Per questo ritengo sia importante intervenire presto alleggerendo i piccoli Comuni, già molto in difficoltà, da questi ulteriori vincoli”.

“Un intervento da parte del governo verrebbe incontro a quanto annunciato in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, garantendo sia proroghe agli adempimenti più gravosi e sia affrontando il tema delle more ai Comuni. Tutto ciò anche alla luce delle richieste giunte dall’Anci secondo cui i benefici provenienti da tali adempimenti sono abbastanza esigui” conclude il senatore Calandrini.

L’interrogazione vuole essere una misura con la quale si obbliga il governo a dire ufficialmente come intende intervenire. Non bastano infatti le rassicurazioni circa il fatto che la contabilità economico-patrimoniale dei piccoli comuni verrà rinviata nel decreto crescita attualmente in esame al Senato.

In una precedente interrogazione Calandrini sollecitava il governo ad applicare le “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni”, una legge del 2017 di fatto mai applicata.

In provincia di Latina sono 14 i comuni sotto i 5.000 abitanti: Roccagorga, Castelforte, Lenola, Norma, Sperlonga, Ponza, Maenza, Spigno Saturnia, Bassiano, Prossedi, Rocca Massima, Roccasecca dei Volsci, Ventotene e Campodimele.

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