Il “profumo” del Libro. Apologia della lettura. L’Economia del bello.

di Ivan Simeone

i.simeone@virgilio.it

Domenica scorsa ho avuto il privilegio di ritagliarmi un po’ di tempo da dedicare alla lettura dell’ultimo saggio del professor Alessandro Barbero su “San Francesco”. Pagina dopo pagina, oltre alle approfondite argomentazioni storiche, sono stato colpito da qualcosa di apparentemente marginale ma profondamente evocativo: il profumo di un libro nuovo.

Sì, proprio quel profumo inconfondibile che si percepisce entrando in una libreria o sfogliando un saggio per la prima volta. È il profumo della lettura, capace di rapire il lettore e accompagnarlo nel viaggio delle parole.

Il libro non è soltanto emozione, evasione o strumento di conoscenza. È anche un compagno di strada. Quanti di noi conservano nel cuore testi, autori o saggi che hanno segnato periodi specifici della propria vita?

Ricordo ancora L’arte di amare di Erich Fromm o Innamoramento e Amore di Francesco Alberoni: letture della giovinezza, insieme a numerosi testi anche politici, che hanno contribuito a definire una fase importante del mio percorso personale.

La lettura è qualcosa che non può essere completamente sostituita dal Tablet di turno. Certo, gli e-book sono strumenti utilissimi, soprattutto per chi viaggia o per chi ha bisogno di portare sempre con sé testi di studio o professionali. Sfogliare un libro, sottolineare una frase, annotare un pensiero a margine, resta un’esperienza diversa, più intensa e concreta; più “vera”.

Oggi la lettura va riscoperta come valore.

Alcuni dati aiutano a fotografare la situazione.

Secondo l’ISTAT, nel 2024 il 57,1% delle persone di sei anni e più ha dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, per un totale di circa 32 milioni di lettori. Limitando l’analisi alla lettura nel tempo libero, i romanzi risultano i più letti: il 48,1% predilige autori italiani e il 37,0% autori stranieri. Seguono i gialli e noir (30,6%) e i libri di scienze sociali e umane (22,3%).

Tra i più piccoli, il 38,1% dei bambini tra 0 e 5 anni legge, colora o sfoglia libri tutti i giorni fuori dall’orario scolastico. L’attività è più diffusa tra le bambine (42,8%) rispetto ai bambini (33,6%). Il 39,3% dei bambini legge quotidianamente con la madre, mentre solo il 25,4% lo fa con il padre, un dato che invita a riflettere sul ruolo educativo condiviso.

Il 17,4% della popolazione dagli 11 anni in su dichiara inoltre di ascoltare podcast: quasi il 2% quotidianamente, il 5,3% più volte a settimana e il 10,3% in modo sporadico.

Nel 2025, il 76% degli italiani ha letto almeno un libro nell’arco dell’anno (forse un po’ poco, verrebbe da dire) e il 52% ha letto almeno un libro in formato digitale.

Probabilmente dovremmo avere il coraggio, ogni tanto, di fermarci. Di smettere di correre affannosamente dietro obiettivi che sembrano allontanarsi sempre di più, per staccare la spina e concederci qualche ora in compagnia di un buon libro.

Antonio Terzi, presidente nazionale del SIL – Sindacato Italiano Librai – ha sottolineato come la lettura sia uno strumento indispensabile per la crescita dei ragazzi e per la formazione di cittadini consapevoli. La lettura come educazione civica, oltre che come esperienza di crescita personale.

Per il SIL di Confesercenti (www.sil.confesercenti.it), leggere è un valore collettivo: riduce le diseguaglianze, sviluppa empatia e preserva la libertà. Non a caso, un popolo che legge è un popolo più difficile da manipolare.

Azar Nafisi, scrittrice iraniana e autrice di Leggere Lolita a Teheran, ricorda che “leggere è un atto di libertà: ci permette di immaginare un mondo diverso da quello in cui siamo costretti a vivere”.

La lettura è conoscenza, pensiero critico, ma è anche produzione culturale e sviluppo economico. Per questo è necessario investire nella cultura e nella promozione della lettura, anche dal punto di vista amministrativo.

Sostenere la cultura significa alimentare fiere, manifestazioni, premi di saggistica, iniziative nelle scuole. Cultura è anche impresa, e come tale va sostenuta concretamente, favorendo nuovi modelli di business e occupazione. Senza una visione politica strutturata, a partire dagli Enti Locali, si rischia l’impoverimento dell’intera filiera culturale e professionale del settore.

La Regione Lazio, nell’ottobre 2025, ha varato una nuova programmazione per la promozione della lettura sul territorio: un passo importante, ma non sufficiente. È necessario coinvolgere direttamente i Comuni, avviare campagne nelle scuole, creare fiere del libro e momenti di incontro con gli autori, dai classici alla narrativa e alla saggistica contemporanea.

In definitiva, dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi a riconoscere e amare “il profumo del libro”.

È una scommessa culturale, ma soprattutto una scommessa di libertà.