Inchiesta VipMotors, le motivazioni del Riesame: “Mancano gravi indizi di colpevolezza”

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Sono state depositate le motivazioni della decisione con cui il Tribunale del Riesame di Roma, lo scorso 6 febbraio, aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due coniugi, coinvolti nell’inchiesta della Procura di Latina sui presunti reati di trasferimento fraudolento di beni e autoriciclaggio legati all’autosalone VipMotors. Secondo i giudici del collegio penale non sussistono infatti i gravi indizi di colpevolezza nei confronti della coppia. Agresti era stato arrestato e portato in carcere, mentre la moglie era stata posta agli arresti domiciliari. Nelle motivazioni i giudici spiegano che gli elementi raccolti dall’accusa non dimostrano in modo sufficiente che il venditore di auto abbia trasferito beni e società con l’obiettivo di eludere eventuali misure di prevenzione patrimoniali.

A pesare nella valutazione anche il fatto che Agresti abbia un solo precedente penale, peraltro estinto. Il Riesame ha inoltre considerato il diretto coinvolgimento dell’imprenditore nella gestione di alcune società del gruppo. Durante l’interrogatorio lo stesso Agresti aveva ammesso di aver nominato come amministratori persone a lui vicine, ma secondo quanto riferito per aggirare pendenze di natura amministrativa con l’Agenzia delle Entrate, debiti che sarebbero in via di definizione tramite la rottamazione delle cartelle.

Per i giudici non ci sono gravi indizi neppure per il reato di autoriciclaggio, perché le somme contestate dalla Procura non possono essere considerate provento del presunto trasferimento fraudolento di beni. Il Tribunale del Riesame ha comunque ritenuto legittimo che la Procura abbia riaperto le indagini nonostante l’archiviazione di una precedente inchiesta nel 2021. Restano invece da chiarire le ragioni della conferma del sequestro preventivo disposto dal Tribunale del Riesame di Latina, che riguarda 19 immobili, tra cui abitazioni di pregio, otto società e circa cento veicoli, tra cui alcune supercar, per un valore complessivo stimato intorno ai nove milioni di euro.