Il consiglio provinciale di Latina ha votato all’unanimità il provvedimento per garantire incentivi, alloggi e continuità assistenziale a Ponza e Ventotene. Soddisfatto l’OPI: «Tuteliamo il diritto alla salute dei residenti».
Lavorare come infermiere o medico a Ponza e Ventotene non sarà più una “missione” lasciata alla buona volontà dei singoli. Il consiglio provinciale di Latina, nella seduta del 3 marzo, ha approvato all’unanimità una proposta di legge regionale per il riconoscimento del disagio sanitario nelle isole minori.
L’iniziativa, che ora passa al vaglio della regione Lazio, punta a risolvere una criticità storica: la difficoltà nel reperire e trattenere personale sanitario nei presidi isolati, specialmente durante i duri mesi invernali.
Il documento, nato da un’istanza formale dell’ordine delle professioni infermieristiche di Latina, propone strumenti concreti per abbattere le barriere dell’isolamento geografico: incentivi economici per chi opera sulle isole, contributi per le spese di alloggio e trasporti, riconoscimento di punteggi aggiuntivi e titoli di carriera per il servizio prestato in zone disagiate e anche programmi di telemedicina e l’istituzione di un fondo regionale dedicato.
“Le barriere geografiche non devono tradursi in carenza di personale o isolamento professionale,” ha dichiarato il Dr. Ivano Giuliani, presidente dell’OPI Latina. “Riconoscere il disagio significa tutelare il diritto alla salute delle comunità residenti e valorizzare chi garantisce il funzionamento dei presidi ogni giorno.”
La proposta segue l’esempio della regione Campania, che ha già adottato misure simili per le proprie isole. L’obiettivo è trasformare la gestione della sanità pontina da emergenziale a strutturale.
Il presidente della provincia, Gerardo Stefanelli, ha sottolineato l’importanza politica dell’atto: «L’isolamento non può tradursi in riduzione dei servizi. Chiediamo alla regione uno strumento normativo stabile per dare risposte certe a cittadini e professionisti».
La deliberazione sarà ora trasmessa ufficialmente alla regione Lazio. Se approvata, la legge segnerà una svolta storica per la coesione territoriale della provincia, garantendo finalmente una continuità assistenziale degna di questo nome anche a miglia di distanza dalla terraferma









