Latina, il Goretti tra emergenze e soluzioni. La direzione generale della Asl fa il punto

L'ospedale Santa Maria Goretti di Latina

Un martedì da dimenticare per il pronto soccorso del Goretti di Latina che ha dovuto gestire la presenza contemporanea di dieci codici rossi. Un’emergenza – fa sapere la direzione generale della Asl pontina – che è stata risolta nelle ore immediatamente successive attraverso la cooperazione tra strutture di ricovero e lo stesso Pronto Soccorso, senza procedere al trasferimento di pazienti presso altri nosocomi e, quindi, garantendo a tutti i pazienti le cure che si rendevano necessarie.

Durante le fasi più concitate gli operatori del pronto soccorso avevano ritenuto affiggere un avviso con il quale chiedevano scusa dei disagi arrecati ritenendolo un atto di cortesia nei confronti dei pazienti in attesa, “avviso che purtroppo, è stato immediatamente mal interpretato”.

Il Pronto Soccorso del Goretti affronta frequentemente il problema del sovraffollamento generato da molteplici cause “tra le quali – spiega la direzione generale – è corretto ricordare gli spazi a disposizione e la dotazione di posti letto complessivi che possono essere dedicati per ricoverare i pazienti che lo necessitano”. Tra le cause indicate dalla direzione aziendale – vi è anche il ricorso al Pronto Soccorso a fronte di situazioni patologiche gestibili attraverso forme diverse, come il ricorso al Medico di Medicina Generale anche organizzato in Unità delle Cure Primarie (UCP)”.

Come è noto il pronto soccorso del nosocomio di Latina è oggetto di un progetto di ampliamento finanziato dalla Regione Lazio: “I lavori, dopo le necessarie attività di
progettazione e validazione così come previsto dalla normativa vigente, sono in fase di
affidamento. Al termine saranno resi disponibili spazi aggiuntivi di circa 340 metri quadrati
rispetto agli attuali. Sarà aumentato il numero dei posti letto del Pronto Soccorso, cosi come gli spazi per le Sale Rosse”, assicura la direzione dell’azienda sanitaria.

Al fine di fronteggiare l’emergenza che deriverà dal picco influenzale l’Azienda sta allestendo una “Holding area” con disponibili 10 posti letto. Inoltre si stanno formalizzando accordi con le strutture private accreditate e si stanno intensificando le attività della centrale di coordinamento Ospedale territorio, favorendo la dimissione dei pazienti che hanno esaurito la fase acuta della malattia, presso strutture riabilitative residenziali, per collocarli in assistenza domiciliare.

“Resta evidente – fanno sapere dalla direzione generale – che qualunque azione possa essere messa in campo non potrà mai consentire di affrontare e risolvere, senza disagi, situazioni di carattere eccezionale come quella verificatesi nella giornata di martedì, né presso il Pronto Soccorso di Latina, come in quelli di altri nosocomi”.

Sui progressi compiuti al fine di trasformare il Goretti in DEA di II livello, la direzione generale della Asl di Latina precisa che: che: il nuovo Servizio Trasfusionale è stato reso operativo da aprile 2018; il Goretti ha recentemente ottenuto il riconoscimento di ospedale “Stroke ready” dalla Regione Lazio; i lavori relativi alla realizzazione della Tin (Terapia intensiva neonatale) sono completati anche se permane un problema di reclutamento di personale specifico; la rianimazione, grazie alle recenti assunzioni, ha ampliato il numero di posti letto disponibili; sono in fase di avvio i lavori di ampliamento e ristrutturazione del Pronto Soccorso.

“Nei fatti, quindi, il Goretti sarebbe classificabile come DEA di II livello ad eccezione di
quanto evidenziato in merito alla Tin. Peraltro, sono ben note le difficoltà di carattere
nazionale sul reclutamento di figure professionali particolari come quella degli intensivisti
pediatrici”.