Latina, il vice sindaco Briganti spiega il “ridimensionamento” del Gruppo comunale di Protezione civile

Il vice sindaco di Latina Paola Briganti

Armi spuntate per il Gruppo comunale di Protezione civile di Latina. E’ quanto si intuisce dalla risposta del vice sindaco Paola Briganti, fornita oggi in sede di question time, all’interrogazione del consigliere comunale Matteo Coluzzi. L’iniziativa dell’esponente di opposizione volgeva a ricevere un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale al fine di capire per quali ragioni il gruppo, istituito nel 2009, dopo anni di attività, lamentava l’indisponibilità di una sede e dei mezzi assegnati.

Con una risposta molto articolata, il vice sindaco, con delega alla Trasparenza e Legalità, ha riferito che l’attuale situazione è scaturita dalla nuova normativa che non permette alle associazioni di volontari di protezione civile di svolgere le attività consentite nel passato: “Ad oggi, come chiarito in una circolare della Prefettura di agosto 2018 – ha detto Briganti -, tali associazioni possono fornire all’occorrenza assistenza alla popolazione e distribuire bottigliette di acqua. Non è più consentito il presidio ai varchi, svolgere funzioni nell’ambito della viabilità o altro. La dicitura di protezione civile andrebbe rimossa, lasciando solo l’indicazione di associazione di volontariato”.

Detto ciò il vice sindaco ha affermato che per quanto riguarda la sede, collocata in corso Matteotti, è sprovvista di una rete dati e quindi inutilizzabile in caso di emergenze. In quanto all’equipaggiamento, il vice sindaco ha riferito che occorre stabilire un metodo per effettuare delle scelte, portando ad esempio il caso dei gommoni: “Che senso ha mettere a disposizione del gruppo il gommone se nessun volontario non ha la patente nautica? E’ nostra intenzione assegnare le attrezzature, mediante convenzione, ha chi ne ha titolo”.

Una dichiarazione che, a margine della risposta, ha provocato il disappunto del gruppo comunale di Protezione civile all’interno del quale ci sono ben quattro volontari dotati di patente nautica.

La questione in aula è stata affrontata anche alla luce di una nuova “collocazione” della Protezione civile nei servizi comunali.

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