Il nuovo anno scolastico è alle porte e, con lui, ritornerà anche il servizio mensa. Se però la scuola inizierà tra l’8 e il 15 settembre, non si potrà dire lo stesso del “tempo pieno” che, come comunicano alcuni plessi del capoluogo pontino, partirà in ottobre.
Questa distanza temporale di un mese arreca sicuramente un danno a quelle famiglie con entrambi i genitori impegnati in attività lavorative, che ora dovranno attrezzarsi per cercare di recuperare i propri figli da scuola in pieno orario di servizio.
Alcuni genitori hanno quindi fatto squadra e inviato al Comune una lettera unica, accompagnata da una raccolta firme ben avviata. Tra le realtà coinvolte – come riporta anche Latina Oggi – con rappresentanze dei genitori che stanno aderendo all’iniziativa, ci sono Montiani di Piazza Dante dell’Ic Volta, Via Quarto della Frezzotti Corradini, Emma Castelnuovo, il plesso Goldoni della Giuseppe Giuliano e la scuola dell’infanzia San Marco.
La lettera indirizzata all’assessora Censi, alla dirigente Giovangrossi e all’Ufficio Pubblica Istruzione
“La scuola riapre a settembre, ma per molte famiglie, senza il servizio mensa, la scuola non può essere vissuta pienamente secondo l’orario previsto. In alcuni plessi scolastici la scuola inizia già il 7 settembre e, perdendo quasi un mese di tempo pieno, si perde anche un mese di attività didattica e di continuità nella programmazione”, si legge nella lettera.
“Non tutti hanno nonni disponibili, parenti, amici o una rete di supporto. Non tutti possono pagare una babysitter per settimane. Non tutti possono chiedere permessi dal lavoro, modificare i propri turni o ridurre il proprio orario. Non possiamo continuare a parlare di sostegno alla genitorialità, conciliazione dei tempi di vita e lavoro e attenzione alle famiglie, per poi lasciare i genitori a fare i salti mortali per quasi un mese. Non è un dettaglio. Non è un semplice disagio. È una questione di equità. Perché quando un servizio pubblico manca, chi ha disponibilità economiche e una rete familiare riesce in qualche modo a trovare una soluzione. Chi non ce l’ha, invece, paga il prezzo più alto”.
“La mensa deve iniziare quando inizia la scuola. Non chiediamo privilegi. Non chiediamo favori. Chiediamo un servizio che funzioni quando serve. I bambini hanno diritto alla scuola – concludono – i genitori hanno diritto a lavorare. Le famiglie hanno diritto a essere sostenute”.









