La Corte d’Appello di Roma ha confermato la confisca del patrimonio riconducibile a Luciano Iannotta, nell’ ambito dell’inchiesta Dirty Glass della Polizia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che nel settembre 2020 portò all’arresto dell’imprenditore, nell’ambito di un procedimento penale tuttora in corso presso il Tribunale di Latina.
Il provvedimento anche la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di tre anni con obbligo di soggiorno, rigettando il ricorso presentato dalla difesa e quelli avanzati dai terzi interessati costituitisi successivamente alla confisca.
La misura ablativa, che segue il sequestro eseguito nel febbraio 2022, riguarda beni, assetti societari e rapporti finanziari per un valore stimato di circa 50 milioni di euro, ritenuti riconducibili direttamente o indirettamente, anche tramite prestanome, a Luciano Iannotta, già consigliere comunale e assessore del Comune di Sonnino, nonché ex presidente della Confartigianato di Latina e del Terracina Calcio.
Nel settembre 2023 i poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Latina avevano dato esecuzione al decreto di confisca emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi e dal Questore di Latina. Il provvedimento aveva interessato 39 società, 119 fabbricati, 58 terreni, 57 veicoli e 72 rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro.
Nel giudizio d’appello figurano anche gli esiti della perizia tecnica disposta nel corso del procedimento, dalla quale sarebbero emersi “profili di criticità” relativi ad alcune operazioni finanziarie ritenute “opache”, concentrate tra il 2013 e il 2015, concernenti cessioni di crediti per oltre 13 milioni di euro verso società estere riconducibili allo stesso Iannotta.
La Corte ha inoltre valutato la condotta dell’imprenditore che, poco prima dell’applicazione della misura di prevenzione, si era trasferito a Londra sottraendosi di fatto all’esecuzione della misura fino al dicembre 2024, quando fece rientro in Italia presentandosi spontaneamente presso il Commissariato di PS Prati.









