Mazzancolle e caffè, tre arresti a Minturno per detenzione e spaccio di droga

Il sequestro di oggi

I carabinieri del Norm della Compagnia Formia e della Stazione di Scauri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino, hanno portato a termine un’importante indagine finalizzata al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nel sud-pontino.

Alle prime luci dell’alba, i militari hanno dato esecuzione a tre misure cautelari personali, emesse dal Gip Salvatore Scalera, su richiesta del Pm Roberto Bulgarini, a carico di tre cittadini residenti a Minturno che, sulla scorta dei plurimi e gravi indizi di reità raccolti dalla polizia giudiziaria, sono ritenuti responsabili di traffico continuato di sostanze stupefacente. Si tratta di Domenico Massimiliano Castaldi, 38enne, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, che è stato associato alla casa circondariale di Cassino, Paola D’Acunto, 36enne, che è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione. Giuliana D’Acunto, 42enne, destinataria della misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è stata invece tratta in arresto in flagranza di reato in quanto, nel corso delle operazioni dell’esecuzione dell’ordinaza, presso la sua abitazione, sono stati rinvenuti 107 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish.

L’operazione denominata “Mazzancolle e caffè” è stata avviata a seguito dell’arresto in flagranza di reato, operato in Marina di Minturno il 29 dicembre 2014, a carico di Domenico Massimiliano Castaldi. In tale circostanza lo stesso fu trovato, presso la sua abitazione e nelle sue pertinenze, in possesso di circa 700 grammi di hashish, 10 di cocaina, materiale atto al taglio ed al confezionamento dello stupefacente nonché una somma in contante di 222mila euro, nascosta insieme alle sostanze stupefacenti rinvenute. A seguito dell’arresto i carabinieri avevano avviato un’intensa attività investigativa, protrattasi fino al mese di febbraio 2018, sviluppata mediante costanti servizi di osservazione, controllo e pedinamento accompagnati da perquisizioni personali, veicolari e locali e supportati da indagini tecniche che hanno consentito di ricostruire le dinamiche del traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish tra i comuni di Minturno, Gaeta, Formia ed Itri, ove erano presenti diversi soggetti acquirenti che si rifornivano costantemente da Castaldi.

Nel corso dei colloqui captati, al fine di eludere eventuali investigazioni, gli inquirenti avrebbero registrato conversazioni in un linguaggio costantemente ermetico e criptico così la richiesta di stupefacente, talvolta, diventava un “cioccolata o panetto”, in riferimento all’hashish, mentre le dosi di cocaina erano indicata come “pacchi” o “cialde”, in riferimento alla professione del Castaldi, rappresentante di caffè.

Nel corso dell’indagine, inoltre, era stata tratta in arresto in flagranza di reato, per detenzione di sostanze stupefacenti, la moglie di Domenico Castaldi, ovvero Paola D’Acunto. La stessa, infatti, in data 21 dicembre 2017, a seguito di servizi di pedinamento ed osservazione, era stata controllata a bordo della propria autovettura, in via Petrosi, in Scauri di Minturno, e trovata in possesso di 15,5 grammi di sostanza stupefacente di tipo cocaina. Successivamente, a seguito di perquisizione domiciliare i militari dell’Arma avevano rinvenuto un ulteriore grammo e mezzo della medesima sostanza nonché vario materiale idoneo al taglio ed al confezionamento degli stupefacenti.

Giuliana D’Acunto, all’esito delle indagini, sarebbe risultata responsabile di aver contribuito materialmente all’attività di spaccio posta in essere dalla sorella Paola. Quest’ultima infatti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe potuto contare sull’appoggio morale e materiale della sorella Giuliana, la quale avrebbe effettuato cessioni e trasporti di sostanza stupefacente.

Risulta, infine, indagato il padre di Domenico, ovvero Carlo Castaldi, 72 enne, il quale è accusato del reato di favoreggiamento reale, in quanto, a seguito dell’arresto del figlio, avrebbe aiutato lo stesso ad assicurare il profitto dell’attività di spaccio, ovvero i 222.00 euro sequestrati, sostenendo falsamente di essere il proprietario del denaro, intentando un’azione giudiziaria per restituzione dell’ingente somma riuscendo, infine, ad ottenerla. Per tale motivo il Gip del Tribunale di Cassino ha chiesto il sequestro preventivo della suddetta somma di denaro.

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Norm di Formia e della Stazione di Scauri, con l’ausilio dell’unità cinofili per la ricerca delle sostanze stupefacenti, del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia, hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Tribunale di Cassino. Presso le abitazioni degli indagati i Carabinieri hanno rinvenuto, oltre alla sostanza stupefacente presso l’abitazione di D’Acunto Giuliana, anche alcune somme di denaro che sono state sottoposte a sequestro preventivo. Come disposto dall’ordinanza, infatti, i militari dell’Arma hanno provveduto, sempre in mattinata, a sequestrare, presso i conti correnti intestati a Domenico Castaldi ed agli altri indagati, il denaro ivi depositato, in particolare la somma totale di 48.000 euro, tra contanti e denaro depositato presso i conti correnti bancari e postali.

Il nome dell’operazione prende spunto dal soprannome (Mazzancolle) con cui viene chiamato in paese il principale indagato, Domenico Castaldi, e dalla professione esercitata in passato dallo stesso (caffè), ovvero di rappresentante di vendita di caffè.

Il precedente sequestro

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