“Meeting di Rimini”: un Avvenimento che incontra La Persona

Economia

Rubrica settimanale 

A cura di Ivan Simeone

i.simeone@virgilio.it 

Ivan Simeone

Anche quest’anno Rimini si prepara ad accogliere un grande evento, un vero e proprio incontro di esperienze. Mi riferisco alla 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, iniziativa internazionale nata alla fine degli anni Settanta dall’esperienza di Comunione e Liberazione.

Per molti il Meeting rappresenterà soprattutto un susseguirsi di incontri e dibattiti istituzionali e politici, di confronti sui temi economici e sociali ma, ripensando alle esperienze vissute personalmente negli anni passati, quando penso al Meeting il mio primo ricordo va ai tanti volontari che, con il sorriso sulle labbra, si dedicano gratuitamente al funzionamento di questa grande macchina organizzativa.

Penso ai tanti incontri, alle mostre, agli spettacoli e agli appuntamenti che cercano di trasmettere il senso di un’appartenenza, ma soprattutto il valore di un confronto sincero. Penso ai volti di uomini e donne che, prima ancora di iniziare il proprio servizio agli stand o nei diversi spazi del Meeting, si ritrovano insieme per recitare le Ore.

Questo, a mio avviso, è il volto più autentico del Meeting. 

Prima ancora di essere un grande appuntamento istituzionale o una vetrina per il politico di turno, è un luogo di incontro tra persone, esperienze e storie. 

Tutti gli eventi in programma – e sono moltissimi – sembrano avere un filo conduttore comune: mettere la Persona al centro.

I numeri sono imponenti: circa 800 mila presenze in sei giorni, 3.000 volontari, 180 aziende partner, 620 giornalisti accreditati, 14.000 servizi giornalistici, 550 relatori, 150 convegni, 14 mostre e 17 spettacoli. Numeri di tutto rispetto, che raccontano però soltanto una parte della realtà. Perché dietro queste cifre c’è una vitalità che nasce da motivazioni profonde. Il Meeting non si può descrivere o raccontare: bisogna viverlo, giorno dopo giorno.

Il tema di quest’anno prende spunto dalle parole con cui Dante conclude la Divina Commedia: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Non è soltanto una citazione, ma una vera provocazione rivolta a tutti noi, al nostro tempo e alla nostra vita quotidiana. È la domanda su quale sia l’amore capace di mettere in movimento la realtà, di generare cambiamento, costruzione e speranza.

Al Meeting si parlerà di economia, ma anche di scuola ed educazione. Tra i numerosissimi appuntamenti che si susseguiranno, noto quello con Zamagni, Becchetti e Vittadini, insieme ad altri autorevoli protagonisti del mondo economico, sul tema del rapporto tra economia e felicità. Non mancheranno gli appuntamenti di respiro internazionale, così come gli incontri dedicati a Sant’Agostino, San Francesco e Dante.

Il mondo del lavoro, il welfare, le sfide della globalizzazione e il futuro delle nostre comunità vedranno coinvolti numerosi protagonisti del mondo dell’impresa, delle istituzioni e della società civile.

Sono molte anche le realtà nazionali che, a diverso titolo, saranno presenti al Meeting: ENI, Confagricoltura, Confcooperative, Coldiretti, CISL, solo per citarne alcune. 

È un grande momento di confronto sociale che, in qualche modo, contribuisce ad alimentare idee e riflessioni destinate a incidere anche sulle scelte politiche e sociali dei mesi successivi.

Ma al Meeting non si fanno soltanto grandi dibattiti. Si fanno incontri personali, si stringono nuove amicizie, ci si confronta sui problemi concreti e sull’importanza di un lavoro quotidiano ben fatto. Si parla della necessità di riqualificare le nostre città e le nostre aree urbane, delle difficoltà delle imprese, delle sfide del lavoro e del futuro. E lo si fa con una visione operativa, cercando sempre il confronto e la possibilità di costruire insieme.

Intorno al Meeting vive tutto mondo dinamico, che ha preso origine dall’insegnamento e dalla spiritualità di don Luigi Giussani, dalla Compagnia delle Opere alla Fondazione per la Sussidiarietà, dal Consorzio “La Cascina” alla rivista “Tracce”, solo per citarne alcune, tutte realtà che negli anni contribuiscono a sviluppare un’Esperienza di incontro, di Fede e di cultura vissuta nel quotidiano.

Quest’anno il Meeting avrà inoltre il privilegio di ricevere la visita di Sua Santità Papa Leone XIV. È un segno importante, non soltanto per il valore dell’evento in sé, ma anche per ciò che il Meeting continua a rappresentare nel panorama culturale e sociale del nostro Paese.

Il Meeting è cultura, ma è una cultura che cerca di diventare prassi di vita. È un vero laboratorio del futuro: un laboratorio di idee, di relazioni e di esperienze. Un laboratorio capace di generare nuovi incontri.

E forse è proprio questa la sua caratteristica più preziosa. Perché, pur tra mille differenze, sensibilità e percorsi personali, alla base dell’esperienza del Meeting rimane l’insegnamento di don Giussani: la Fede non come un insieme di regole fredde e astratte, ma come un Avvenimento che incontra la Persona, l’uomo concreto, nella realtà e nella quotidianità della sua vita.

È questa, ancora oggi, la vera sfida del Meeting: rimettere al centro la persona e la sua capacità di incontrare, costruire e trasformare la realtà. Una sfida che, ogni anno, a Rimini, torna a riproporsi.